Garbagnate Milanese (MI)

Vivere in Salute parla di tumori gastroenterici

Il primario Ganpiero Manes: “non aderire agli screening equivale a rischiare la vita”

Vivere in Salute parla di tumori gastroenterici

La serata si è svolta in corte valenti con l’oncologo Achille Galeassi e il chirurgo Davide Merlini

I tumori allo stomaco sono in calo, non quelli al colon

L’ultimo appuntamento con il ciclo Vivere in Salute giovedì 21 maggio nella sala convegni di via Monza 12 a Garbagnate Milanese ha affrontato il difficile tema dei tumori allo stomaco e al colon. La serata che nasce dalla collaborazione tra il dottor Sergio Felisi e la Asst Rhodense ha registrato una sala pienissima. La conferenza ha visto come relatori i medici primari dell’ospedale di Garbagnate e Rho. Giampiero Manes dirigente dell’unità di Gastroenterologia, Achille Galeassi direttore dell’Oncologia medica con il primario di Chirurgia Generale David Merlini. La serata è servita per informare sulle ultime tecniche diagnostiche per scovare una neoplasia negli stadi iniziali e quali sono i fattori di rischio che le provocano.

il dottor Gianpiero Manes con l’oncologo Achille Galeassi

Come si scopre un tumore per tempo?

Nelle statistiche, ha indicato il dottor Manes e l’oncologo Galeassi, c’è l’assunzione frequente di carne rossa e salumi. Questi comportamenti alimentari insieme al consumo di alcol e fumo aumentano esponenzialmente la formazione del tumore sui tessuti. La Colonscopia (introduzione di una piccola telecamera dalle vie naturali nell’intestino) è in grado di trovare piccoli polipi che se trascurati ingrandiscono e diventano tumori. La Gastroscopia (stesso sistema ma con introduzione orale) studia da vicino la mucosa dell’esofago e dello stomaco. “E’ fondamentale che l’infiammazione sulle pareti gastriche sia sporadica perchè questa è stata individuata tra le principali cause della malattia

L’importanza vitale dello screening

Il dottor Manes ha spiegato come nasce la cellula tumorale sui vari tipi differenti di tessuti, ognuno con le proprie caratteristiche morfologiche. La degenerazione si produce nel corso di molti anni con la possibilità di intervenire per tempo. Se non si aderisce allo screening di prevenzione il rischio è elevato. Il medico di base Sergio Felisi incita i suoi pazienti ogni giorno a partecipare allo screening del sangue occulto nelle feci, che regione Lombardia offre agli utenti dai 50 ai 74 anni, perché l’incidenza delle neoplasie aumenta significativamente negli anni. “Lo screening è l’arma più efficace per combattere i tumori del colon, a patto che la popolazione esegua lo screening e soprattutto in caso di positività risponda alla chiamata per il passo successivo, la colonscopia, che se eseguita tempestivamente fa la differenza per la sopravvivenza in caso di neoplasia conclamata. Se invece alla colonscopia si trovano solo polipi, bisogna ricordarsi di restare sotto controllo ed eseguire colonscopie ogni 2 anni per prevenire l’insorgenza di nuovi polipi che, se non controllati, possono dopo 10 anni trasformarsi in tumori.

Sergio Felisi medico di famiglia

Le chiemioterapie

Largo spazio, anche fin troppo tecnico è stato dato dall’oncologo Achille Galeassi riguardo all’utilizzo di un variegato ventaglio di farmaci chemioterapici e volte somministrati prima e dopo l’intervento chirurgico finalizzati ad eliminare le cellule atipiche nel circolo sanguigno. Una parentesi della conferenza è stata dedicata alle nuove frontiere terapeutiche nel campi dei farmaci immunoterapici. Questi sfruttano e potenziano le difese naturali dell’organismo per riconoscere e distruggere le cellule tumorali.