Aumenti in arrivo sulle pensioni di giugno 2026 per alcune categorie di pensionati italiani. Dal prossimo mese entreranno infatti in vigore gli adeguamenti previsti dall’ultima legge di Bilancio, con incrementi sugli assegni destinati agli invalidi di servizio e il riconoscimento degli arretrati maturati nei primi mesi dell’anno.
La misura, introdotta dalla legge 199 del 2025 che modifica la disciplina delle previdenze già prevista dalla legge 288 del 2022, punta a rafforzare il potere d’acquisto delle fasce più fragili della popolazione pensionistica, in un contesto segnato dalla crescita dei prezzi e dal ritorno delle tensioni inflazionistiche.
Secondo gli ultimi dati Istat richiamati nel provvedimento, l’inflazione ha registrato una nuova accelerazione da aprile, con un incremento annuo del 2,7%.
Aumenti con arretrati
Come chiarito dall’INPS, gli aumenti decorrono retroattivamente dal 1° gennaio 2026.
Per questo motivo il cedolino di giugno sarà il primo a comprendere sia il nuovo importo mensile sia le somme arretrate accumulate nei primi cinque mesi dell’anno.
L’intervento trova fondamento nei commi 922-924 dell’articolo 1 della manovra approvata il 30 dicembre 2025.
Chi riceverà gli aumenti
I beneficiari della misura sono i titolari dell’assegno sostitutivo dell’accompagnamento diretto, prestazione economica riconosciuta ai grandi invalidi per servizio militare o per cause assimilate.
La normativa distingue due categorie principali: invalidità elevata e invalidità media, sulla base delle definizioni contenute nel Testo unico delle norme in materia di pensioni di guerra del 1978.
Tra i grandi invalidi rientrano cittadini che hanno riportato gravi menomazioni fisiche o psichiche tali da compromettere l’autosufficienza, comprese condizioni come cecità bilaterale assoluta, amputazioni, lesioni del sistema nervoso centrale o disturbi neuropsichici che richiedono assistenza continua.
Importi per invalidità elevata
Per i pensionati con invalidità di servizio classificata come elevata scatterà un aumento mensile fino a 1.000 euro.
L’assegno attuale, fermo a 878 euro, salirà quindi di 122 euro al mese.
A questa cifra andranno aggiunti anche gli arretrati maturati da gennaio 2026, pari a circa 610 euro complessivi.
Incrementi fascia media
Adeguamenti previsti anche per la categoria delle invalidità considerate di fascia media.
Rientrano in questo gruppo persone con gravi lesioni del sistema nervoso centrale che compromettono l’autonomia personale, soggetti che hanno subito amputazioni degli arti inferiori durante il servizio o persone con importanti deficit visivi.
Per questa categoria l’assegno previdenziale salirà a 500 euro mensili.
Rispetto agli attuali 439 euro, l’incremento sarà di 61 euro al mese.
Anche in questo caso verranno riconosciuti gli arretrati da gennaio, per un importo aggiuntivo di circa 305 euro.
Quando arrivano i pagamenti
Secondo il calendario previsto dall’INPS, i pagamenti delle pensioni di giugno partiranno lunedì 1° giugno 2026 per chi riceve l’accredito su conto bancario o postale.
Per il ritiro in contanti agli sportelli continuerà invece la consueta turnazione alfabetica, prevista dal 1° all’8 giugno, con la sospensione di martedì 2 giugno in occasione della Festa della Repubblica.
Nessuna domanda necessaria
L’adeguamento degli importi avverrà automaticamente.
L’Inps ha infatti chiarito che i pensionati interessati non dovranno presentare alcuna richiesta specifica: l’aggiornamento degli assegni e il pagamento degli arretrati saranno inseriti direttamente nel cedolino di giugno 2026.
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