Martedì 19 maggio in sala Vallaperti si è tenuto l’ultimo incontro della stagione 25/26 dell’Università del Tempo Libero di Melzo. Oggetto della lezione conclusiva il pensiero di Adriano Olivetti, imprenditore visionario e innovatore geniale purtroppo scomparso troppo presto in un’Italia che invece avrebbe avuto grande necessità della sua presenza e delle sue idee.
Una serata di cultura con Utl Melzo
I relatori per l’occasione sono stati Annalisa Galardi, consigliere d’amministrazione della Fondazione Adriano Olivetti e docente di Comunicazione d’impresa all’Università Cattolica di Milano, e Alessandro Sancino, melzese e professore ordinario di Economia aziendale presso l’Università statale di Milano. La serata è stata introdotta da Vezio Pizzo, della consulta Utl, e dall’assessore Emidio De Cunto che ha sottolineato l’importanza dei momenti culturali e sociali organizzati durante l’anno:
Volevo fare un ringraziamento a Vezio e a tutta Utl per questi momenti molto importanti e molto belli che elevano la situazione culturale della nostra città. Parlare di Olivetti in una realtà in trasformazione come la nostra città significa riflettere anche sulla comunità che noi vogliamo costruire insieme. Olivetti ci ha lasciato un’idea molto attuale e importante: lo sviluppo di un territorio nasce dalla collaborazione tra le imprese, le amministrazioni, le scuole e i cittadini. Questa sinergia diventa fondamentale non solo per la crescita economica ma anche per quella culturale e sociale, quindi è veramente molto attuale
Il pensiero di Olivetti
Adriano Olivetti eredita la fabbrica di famiglia dal padre Camillo che l’aveva fondata e attraverso uno spirito innovatore e antesignano porta nell’azienda una nuova concezione del lavoro basata sull’umanità e il benessere del lavoratore. Secondo lui lo sviluppo non si misura esclusivamente con il profitto economico ma con la crescita culturale, spirituale e personale dell’operaio e della comunità.
La fabbrica d’Ivrea diventa infatti una vera e propria comunità grazie alle idee all’avanguardia per l’epoca: open space nella mensa aziendale, grandi finestre nei luoghi di lavoro e una biblioteca interna in cui venivano organizzati corsi ed eventi per il personale. La fabbrica così non è solo una sede di lavoro e alienazione ma un luogo d’incontro dove gli uomini e le donne vengono riconosciuti per la loro unicità e il loro valore.
Il legame con il territorio
Adriano Olivetti fu sempre attento anche al territorio, partendo proprio da Ivrea e dal Canavese. Percorrendo la via principale della città infatti ancora oggi si possono notare su un lato della strada gli edifici della Olivetti e di fronte i servizi accessori fatti costruire dallo stesso imprenditore: una biblioteca, un asilo nido e degli ambulatori medici. Olivetti organizzò anche un servizio di trasporto per i dipendenti che arrivavano dai paesi vicini in modo tale che non fossero costretti a trasferirsi e abbandonare i borghi d’origine.
La stessa attenzione fu messa nell’apertura di uno stabilimento a Pozzuoli dove l’imprenditore piemontese portò lavoro e speranza in un territorio dove mancavano e aprì un altro stabilimento esteticamente molto bello: questo perché Olivetti credeva fortemente che le persone si sentissero meglio in mezzo alla bellezza e dove fossero state ascoltate. Queste misure, e molte altre come il consiglio di gestione o il congedo di maternità, lo hanno reso un anticipatore delle dinamiche moderne e un esempio per coloro che vogliono coniugare business e sostenibilità.
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Alessandro Sancino e Annalisa Galardi

da sx: Emidio De Cunto, Alessandro Sancino, Annalisa Galardi, Vezio Pizzo