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Acciaio, approvato regolamento UE contro eccesso importazioni. Polato (FdI-ECR): “Passo avanti importante”

Sostegno all'accordo e richiesta di misure rapide da Strasburgo per tutelare la competitività industriale e i distretti produttivi continentali

Acciaio, approvato regolamento UE contro eccesso importazioni. Polato (FdI-ECR): “Passo avanti importante”

“Abbiamo sostenuto con convinzione questo regolamento perché rappresenta un segnale concreto nella difesa dell’industria europea e delle nostre eccellenze produttive. È la dimostrazione dell’impegno che stiamo portando avanti per presidiare il sistema manifatturiero europeo e difendere imprese e lavoro dalla concorrenza sleale. Ma oggi serve uno sprint in più. Condividiamo pienamente l’appello lanciato dal presidente di Confindustria Verona Giuseppe Riello: l’Unione Europea deve avere il coraggio di difendere concretamente il sistema impresa, senza esitazioni e senza ulteriori ritardi. Il voto di oggi rappresenta un segnale importante, ma non può essere il punto di arrivo”.

Lo dichiara l’europarlamentare di Fratelli d’Italia-ECR Daniele Polato, intervenuto martedì 19 maggio 2026 in seduta plenaria a Strasburgo nel dibattito sul regolamento volto a contrastare gli effetti della sovraccapacità globale sul mercato siderurgico europeo e a rafforzare la tutela dell’industria dell’acciaio dell’Unione.

Il ruolo nel dossier e la richiesta di misure incisive

Nel corso del dibattito in Aula, il politico veneto – relatore ombra ECR sul dossier – ha ribadito il sostegno all’accordo, chiedendo però misure più rapide e incisive a tutela delle imprese europee e della competitività industriale.

Il regolamento introduce un nuovo sistema di quote tariffarie per limitare le importazioni di acciaio nell’UE, riducendo significativamente i volumi ammessi e aumentando al 50% il dazio sulle importazioni fuori quota. Misure considerate necessarie per contrastare la concorrenza sleale derivante dalla sovraccapacità produttiva globale, in particolare cinese.

Pragmatismo contro le distorsioni del mercato

“L’Europa non può continuare a subire passivamente distorsioni del mercato causate da attori extraeuropei che esportano prodotti a basso costo mettendo in difficoltà le nostre industrie. Allo stesso tempo imprese e lavoratori non possono aspettare. Ogni ritardo si traduce in costi pesanti per chi produce, investe e crea occupazione nei nostri distretti industriali. Senza acciaio non c’è industria. E senza industria non esistono autonomia strategica, competitività e sicurezza economica europea”, ha concluso il rappresentante istituzionale. “Servono meno ideologia e più pragmatismo: difendere concretamente il lavoro, la produzione europea e la nostra capacità industriale”.