La struttura semplice dipartimentale di Radiologia Interventistica dell’Ospedale di Lodi è diventata sede di un master specialistico dell’Università di Milano.
Il piano di ricerca internazionale sulle ablazioni dei tumori
Il responsabile del reparto, lo specialista Antonio Arrichiello, assume il ruolo di tutor all’interno del percorso di alta formazione.
“Gli studenti – precisa lo specialista – faranno un mese di tirocinio al Maggiore presso la nostra sala interventistica e assisteranno alle procedure che saranno eseguite”.
Il riconoscimento dell’ateneo certifica la qualità delle prestazioni erogate dalla struttura, che impiega tecniche di imaging per interventi diagnostici e terapeutici a limitata invasività.
Il reparto ha moltiplicato i suoi impegni nel campo della ricerca con l’adesione a diversi protocolli nazionali e internazionali. L’équipe lodigiana è stata selezionata, insieme ad altre due sole strutture in Italia, per uno studio multicentrico promosso dall’Ospedale Universitario di Utrecht, in Olanda.
L’indagine valuta l’efficacia e la sicurezza della tecnica HepACAGA per l’ablazione dei tumori epatici, una procedura mininvasiva avanzata che combina l’ablazione termica all’imaging angiografico in tempo reale. I professionisti guidati da Arrichiello hanno già provveduto alla raccolta e all’invio dei dati richiesti dall’università olandese.
I vantaggi per i pazienti e le nuove tecnologie software
L’ablazione è una procedura percutanea che consente la distruzione delle cellule tumorali. Gli strumenti interventistici accedono alle regioni anatomiche interessate attraverso piccole incisioni, spesso senza il bisogno di anestesia generale ma esclusivamente locale, permettendo così tempi di recupero assolutamente brevi. I pazienti, cioè, il giorno dopo il trattamento e una notte di degenza possono rientrare al loro domicilio.
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Antonio Arrichiello
La struttura di Lodi è inoltre promotrice di un secondo protocollo incentrato sull’uso del software “Ablation Confirmation” per la segmentazione e fusione delle immagini, volto a confermare o meno l’appropriatezza delle ablazioni delle lesioni tumorali del fegato per evitare l’eventuale rischio di recidiva del carcinoma. Un terzo progetto, in attesa di approvazione da parte del Comitato Etico, prevede l’applicazione di intelligenza artificiale e realtà aumentata.
L’incremento dell’attività chirurgica nel 2026
I dati confermano lo sviluppo delle attività del reparto nel corso dell’anno.
“In termini di attività – segnala Arrichiello – nei primi mesi di quest’anno registriamo già una curva di crescita rispetto all’anno scorso, quando abbiamo eseguito 700 interventi (613 nel 2024). E’ verosimile che il 2026 si chiuda con una attività attestata a 800 interventi. Significativo – aggiunge – il fatto che siano in aumento le ablazioni delle metastasi epatiche da tumore del colon, come suggerito dalle più recenti pubblicazioni ed evidenze scientifiche”.