Novara (NO)

Pallone d’Oro del Corriere di Novara, ultimi giorni per votare mentre continua il viaggio tra i protagonisti

L’intervista ad Andrea Chiovenda e Guglielmo Bianchi del Carpignano

Pallone d’Oro del Corriere di Novara, ultimi giorni per votare mentre continua il viaggio tra i protagonisti

Ultimi giorni per votare il Pallone d’Oro del Corriere di Novara 2026. Dopo la proroga di una settimana, sul giornale del 18 maggio, in edicola fino a mercoledì 20, è stato pubblicato l’ultimo tagliando da un punto, mentre il termine finale per la consegna dei coupon è fissato a venerdì 22 maggio.

Pallone d’Oro del Corriere di Novara, ultimi giorni

La classifica definitiva con i vincitori della seconda edizione dell’iniziativa verrà pubblicata sul “Corriere di Novara” di lunedì 25 maggio 2026.

Poi sarà il momento della premiazione ufficiale, in programma nella mattinata di sabato 13 giugno all’auditorium di Novarello Villaggio Azzurro.

In questa fase conclusiva dell’iniziativa si è aggiunta anche la collaborazione con ITS Academy Turismo Piemonte, che organizza a Novara un corso di formazione dedicato al Management dello Sport e orientato ai giovani interessati a costruire una carriera professionale nel settore.

Confermato inoltre il patrocinio gratuito del Comitato regionale Piemonte Valle d’Aosta della Figc-Lnd, guidato dal presidente Mauro Foschia, insieme al supporto del consigliere regionale Agostino Guarnieri e dei delegati provinciali Michele Verdicchio e Benedetto Madeo.

Restano inoltre attivi i cinque punti raccolta per i coupon tra Novara e Vco: la sede della delegazione del Vco a Verbania Intra, l’edicola di Lidia Cerutti a Borgomanero, l’edicola Torsetta ad Arona, l’edicola bar Belgio a Castelletto Ticino e la redazione di via Merula a Novara.

Le interviste: Andrea Chiovenda e Guglielmo Bianchi

Prosegue intanto anche sul web il viaggio tra i protagonisti del Pallone d’Oro, con le interviste pubblicate di settimana in settimana sul giornale.

Il Carpignano ha concluso il campionato di Prima categoria fuori dai play-off, ma rischia seriamente di portarsi a casa risultati importanti nel Pallone d’oro del Corriere di Novara. Sono infatti in lotta per le prime posizioni Andrea Chiovenda e Guglielmo Bianchi.

Sono stati due perni centrali dell’ultima stagione del Carpignano. Il primo di ruolo fa il portiere, è un classe 1999 ed è tornato in Prima Categoria dopo un’annata vincente in Seconda all’Olimpia Sant’Agabio; tra le maglie indossate quelle del Piedimulera e del Trecate. Il secondo è un perfetto metronomo di centrocampo, un giocatore dalle letture interessanti e dai piedi educati; è di un anno più giovane rispetto al compagno e ha terminato l’annata con tre reti all’attivo.

Sono stati due esempi di un Carpignano che si è distinto soprattutto per un fattore, il valore del gruppo.

«Ha davvero fatto la differenza – dicono all’unisono Andrea e Guglielmo –. Siamo partiti in sordina, anzi possiamo dire che nelle prime settimane della stagione abbiamo vissuto diverse difficoltà. Non abbiamo raccolto quanto avremmo sperato nel corso delle prime giornate, poi ci siamo capiti e abbiamo letteralmente svoltato risalendo la classifica fino a sfiorare i play-off. Dalle sabbie mobili siamo usciti grazie alla compattezza del collettivo, è stata la nostra arma in più. E quando parliamo di gruppo intendiamo anche i componenti dello staff tecnico e i dirigenti della società».

Parlando l’uno dell’altro Chiovenda dice:

«Mi ha sorpreso il suo carisma tecnico. Guglielmo non parla molto né nello spogliatoio né in campo, però con il suo strapotere tecnico si impone in maniera sostanziale. È stato una gran bella scoperta».

Bianchi replica:

«Beh, sentire un complimento così da un compagno prezioso come Andrea mi rende molto felice. Direi che se mi tolgono anche i piedi e le geometrie possono davvero smettere di giocare perché la porta la vedo poco (ride, ndr.). Riuscire a trasmettere le sensazioni che ha descritto Andrea lo ritengo importante, anche se in futuro vorrei segnare di più. Fisso già l’obiettivo per il prossimo campionato: arrivare a cinque reti. Nello stesso tempo vorrei un po’ della serafica serenità di Andrea. Interpreta ogni situazione con grande tranquillità e la infonde a tutti. Purtroppo, non sempre riesco a mantenere la sua stessa calma. Sono certamente più fumantino e in alcuni casi perdo di lucidità».

Nel concorrere per il Pallone d’oro Bianchi non ha dubbi su una cosa:

«La persona a cui devo di più per il mio percorso nel calcio è mio papà. Da quando ho sei anni a oggi credo abbia perso due o tre partite al massimo. È sempre stato presente. Alle volte ci siamo anche scontrati parlando di calcio, ma ogni discussione è stata a fin di bene».

Sulla stagione appena trascorsa Chiovenda spiega:

«A livello personale è stata coinvolgente. L’ho trovata divertente. Mi piacerebbe viverne molte altre dello stesso stampo anche in futuro».

Della vittoria del Pallone d’oro se n’è parlato eccome nello spogliatoio del Carpignano e a confessarlo sono gli stessi protagonisti.

«Sì, è circolata più volte la foto della classifica del giornale sulla chat di squadra – raccontano –. Non sono mancate le prese in giro, dobbiamo ammetterlo. Questi risultati dimostrano quanto sostenuto: si è creato davvero un bel gruppo affiatato che anche nelle piccole cose si aiuta e si sostiene».