Roma (RM)

È il giorno del derby Roma – Lazio: in campo alle 12.00 dopo le polemiche

Sarri non voleva andare in panchina. Gasperini: "Per loro l'unico obbiettivo è rovinarci la festa"

È il giorno del derby Roma – Lazio: in campo alle 12.00 dopo le polemiche

Si dice che il derby sia una partita a sè, diversa da tutte le altre, e non solo per le tensioni tra tifoserie che anche questa volta costringeranno le forze dell’ordine a uno sforzo straordinario. Quanto successo intorno a questo Roma-Lazio nell’ultima settimana va infatti perfino oltre le frasi di circostanza sull’atipicità delle stracittadine. Perché la partita che prima si sarebbe dovuta giocare domenica alle 12.30, poi è stata spostata a lunedì alle 20.45, alla fine si giochera’ alle 12, per la concomitanza con la finale degli Internazionali in programma a qualche centinaio di metri dall’Olimpico dalla 17, Sinner in campo e Mattarella in tribuna. E, trascinate dal caso-calendario del derby, in contemporanea altre quattro partite delle squadre in corsa per la Champions.

Tra addii certi (El Shaarawy), probabili (Dybala) o eventuali (Sarri), si uniscono poi le proteste. Quelle dei tifosi laziali (che si ritroveranno a Ponte Milvio per seguire la partita) o quello solo minacciato dagli ultras giallorossi, che invece alla fine ci saranno. Un po’ come Maurizio Sarri che all’ipotesi, poi diventata realtà, di giocare il derby a ora di pranzo, aveva risposto che se fosse andata così non si sarebbe presentato in panchina, salvo poi ritrattare. E così Sarri – almeno di questo e’ convinto tutto il mondo Lazio – a bordocampo dovrebbe esserci, anche perché chi conosce il tecnico sa quanto ci tenga alla sfida contro la Roma. Per questo le sue parole vanno circoscritte a uno sfogo del momento per una decisione da parte della Lega che non è stata mai digerita dall’allenatore.

“Certo non è stato un esempio di grande programmazione – dice Gasperini -. Ma noi saremmo stati pronti a qualsiasi orario”. Poi la frecciata al collega, sottolineando come il derby per la Lazio “sia l’unico motivo di una stagione finita”. “Proveranno a rovinarci la frittata”, aggiunge l’allenatore giallorosso riferendosi all’obbiettivo Champions, mai così vicino come oggi. Anche per questo domani a pranzo si giocheranno altre quattro gare, tutte quelle interessate a una corsa all’Europa mai così aperta. “Noi ci arriviamo che siamo matematicamente qualificati in Europa League e questo è già un bel traguardo – dice Gasperini -. Ci siamo lasciati dietro squadre come Lazio, Atalanta e Bologna, siamo a pari punti con il Milan, uno sotto la Juventus e a 3 dal Napoli, abbiamo la consapevolezza di aver raggiunto già un bel traguardo ma questo non ci deve togliere la fame in queste ultime due giornate”.

Dunque testa al presente, nonostante il derby possa rappresentare l’ultima gara in casa di tanti dentro Trigoria. Da Pellegrini a Dybala, passando per El Shaarawy e Celik, tutti giocatori in scadenza e del quale si sta occupando la proprietà, presente a Roma con Ryan Friedkin. “E quando c’è qui la presidenza tutto va meglio”, precisa Gasperini, il cui unico pensiero ora è centrare il quarto posto. “Sarebbe un bel modo per sdebitarsi con i tifosi”, conclude. Intanto dentro l’Olimpico ci saranno solo quelli giallorossi (saranno circa 49mila). Al campo, poi, l’ultima parola e se Gasperini negli uomini derby, come Pellegrini, ci crede, Sarri probabilmente non potrà contare sui suoi. Mattia Zaccagni, infatti, sembra andare verso il forfait per un guaio muscolare, cosi’ come il giovane portiere para-rigori Motta, mentre il sette giallorosso, decisivo nel derby d’andata, si allena regolarmente da una settimana e sarà in campo. Così come in campo ci sarà anche Dybala. Ma per capire meglio il suo futuro bisognerà aspettare la fine del campionato.