Cassino (FR)

Stellantis, attesa per il 21 maggio. Finalizzato l’ accordo con i cinesi

Sindacati in allarme e lavoratori in attesa del nuovo piano industriale.

Stellantis, attesa per il 21 maggio. Finalizzato l’ accordo con i cinesi

In attesa del 21 maggio, quando verrà presentato il nuovo piano industriale di Stellantis, resta forte l’incertezza sul futuro dello stabilimento di Cassino. Un clima sospeso che si riflette direttamente sui lavoratori, alle prese con una produzione ridotta e nuove fermate dell’attività.

Lo stop produttivo

Sul sito di Piedimonte San Germano i cancelli resteranno chiusi fino al 20 maggio. Una pausa che si inserisce in un quadro già segnato da una forte contrazione, dall’inizio dell’anno, infatti, si è lavorato soltanto per una ventina di giorni.

L’accordo con i cinesi

Intanto Stellantis ha finalizzato un accordo da un miliardo di euro con la casa automobilistica statale cinese Dongfeng per produrre veicoli Peugeot e Jeep in Cina. Il gruppo europeo, proprietario dei marchi Fiat, Peugeot e Jeep, ha annunciato che i nuovi modelli saranno prodotti nell’ambito di una joint venture con Dongfeng, con sede a Wuhan, sia per il mercato cinese sia per l’esportazione. Il progetto prevede investimenti complessivi superiori a 8 miliardi di yuan, pari a un miliardo di euro, con un contributo di Stellantis pari a 130 milioni di euro. L’accordo rientra nella strategia dell’amministratore delegato Antonio Filosa per rilanciare il gruppo dopo anni di vendite deboli in Europa e negli Stati Uniti.

Tra gli operai cresce però soprattutto la preoccupazione per la mancanza di certezze occupazionali. Più che il cambio di proprietà, a pesare è l’assenza di un orizzonte produttivo stabile, tra ricorso alla cassa integrazione e prospettive ancora tutte da definire.

La posizione dei sindacati

I sindacati restano cauti ma divisi. La Uilm punta il dito contro la gestione attuale, accusando Stellantis di non valorizzare uno stabilimento considerato strategico, e chiede scelte immediate sul rilancio produttivo e sull’assegnazione di nuove motorizzazioni.

La Fim-Cisl non esclude possibili aperture verso nuovi player internazionali, pur esprimendo perplessità su un’eventuale cessione del sito. La Fiom-Cgil, invece, sottolinea la necessità di superare il modello della monoproduzione, aprendo a nuovi investimenti nel settore.

Intanto, a Cassino, resta l’attesa. Il 21 maggio sarà il banco di prova decisivo per capire se per lo stabilimento si aprirà una fase di rilancio o se l’incertezza è destinata a proseguire.