La dispersione scolastica nei territori del Nordovest è più bassa ancora della media nazionale, che si è notevolmente ridotta nel corso degli ultimi anni.
Nel 2025 l’Istat certifica come nel Nordovest il tasso di studenti che lasciano gli studi prima del tempo sia sceso al 7% (l’anno precedente era all’8,1%). La situazione nazionale è all’8,2% (contro il 9,8% del 2024). Nel dettaglio la Lombardia guida l’area geografica con un 6,6% di abbandoni. Seguono il Piemonte al 7,2% e la Liguria al 9,3%. In Valle d’Aosta la situazione è peggiore rispetto alla media nazionale, con il 10,4%. Molta distanza c’è tra il Nordovest e le aree del sud (nelle Isole la quota di ragazzi che abbandonano le aulee scolastiche è del 13,7%, la più alta del paese), ma non è il nostro comparto geografico ad avere la situazione migliore. Con il 6,8% è infatti il Nordest a far registrare il tasso di dispersione scolastica più basso tra le aree geografiche d’Italia. Nella classifica delle regioni e delle province autonome è quella di Trento l’area con la performance migliore, al 5,2% si distanzia di pochissimi punti decimali da Abruzzo e Molise (entrambi al 5,3%). Dal 2018 al 2025 nel Nordovest il dato si è quasi dimezzato: era infatti al 13,2% la dispersione scolastica 7 anni fa. Non nasconde la soddisfazione per questi numeri il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara:
«I numeri sono eloquenti: partendo da un 11,5% nel 2022, la politica scolastica del Governo Meloni ha conseguito il 10,5% nel 2023, il 9,8% nel 2024 per arrivare al dato attuale dell’8,2%, che vede l’Italia in controtendenza positiva rispetto ad altri Paesi. Ricordiamo che nel 2024 la Germania aveva un tasso di dispersione pari a 12,9% e Paesi come Estonia, nel 2024, all’11%, Danimarca al 10,4%, Finlandia al 9,6%, negli ultimi anni hanno registrato un trend negativo con un aumento della dispersione scolastica. Il risultato da noi raggiunto è anche la conseguenza delle politiche che abbiamo avviato per contrastare la dispersione scolastica: tra gli altri provvedimenti, ricordiamo l’introduzione di Agenda Sud e Agenda Nord, con lo sviluppo di didattiche innovative, del Decreto Caivano, che ha previsto norme e procedure più serie e rigorose per contrastare la violazione dell’obbligo di frequenza scolastica».