Bergamo (BG)

La paura dei commercianti passa da furti e spaccate, secondo un’indagine di Confcommercio

Fotografia del clima tra gli imprenditori: cresce il senso di vulnerabilità, aumentano gli investimenti in sicurezza e la richiesta di più presidi sul territorio

La paura dei commercianti passa da furti e spaccate, secondo un’indagine di Confcommercio

Le saracinesche abbassate prima del solito, le telecamere installate sopra le vetrine, gli allarmi collegati ai telefoni anche durante la notte. A Bergamo, per molti commercianti, la sicurezza è diventata parte della routine quotidiana. E non soltanto per l’impressione lasciata dagli ultimi episodi di cronaca: a dirlo sono anche i numeri.

I dati

Secondo i dati diffusi durante la tredicesima edizione della giornata nazionale “Legalità mi piace” promossa da Confcommercio, furti e spaccate sono oggi la principale preoccupazione per gli imprenditori bergamaschi. Il 56% indica questi reati come la minaccia più concreta alla propria attività, una percentuale nettamente superiore alla media nazionale. In pratica, quasi sei commercianti su dieci temono soprattutto di ritrovarsi una vetrina infranta o il negozio svuotato durante la notte.

Senso di vulnerabiità

Dietro la preoccupazione non c’è soltanto il danno economico immediato – la merce rubata, le riparazioni, le giornate di chiusura forzata – ma anche un senso di esposizione sempre più diffuso. La percezione è quella di una fragilità che costringe molti imprenditori a investire continuamente in sistemi di protezione. «La sensazione di vulnerabilità e timore è evidente tra gli imprenditori, anche alla luce dell’escalation di reati nel cuore della città”, osserva Luciano Patelli, vicepresidente vicario di Confcommercio Bergamo. “Quasi sei imprenditori su dieci temono per la sicurezza della propria attività, dei collaboratori e della loro persona».

Conseguenza del degrado?

L’indagine evidenzia come il tema sicurezza si intrecci sempre più con quello della qualità della vita urbana. Secondo Patelli, il peggioramento del degrado cittadino finisce per avere conseguenze dirette anche sul commercio: «La crescita dell’insicurezza porta alla chiusura dei negozi di quartiere, e gli spazi sfitti favoriscono a loro volta microcriminalità e vandalismo».

Sicurezza in peggioramento

Nel Nord Ovest il 31% delle imprese ritiene che i livelli di sicurezza siano peggiorati negli ultimi anni, un dato leggermente superiore alla media italiana. A Bergamo la percezione resta alta: il 36% degli imprenditori parla di un peggioramento negli ultimi tre anni, soprattutto nei contesti urbani più grandi. Tra i fenomeni considerati in aumento non ci sono soltanto furti e spaccate. Cresce anche la preoccupazione per le truffe informatiche e per gli episodi di violenza e aggressioni fisiche. E pesa il tema della cosiddetta “mala movida”: rumore, vandalismi, degrado e rifiuti nelle aree più frequentate della città. Un imprenditore bergamasco su quattro segnala effetti negativi legati a baby gang o situazioni di questo tipo.

Investimenti e richieste

Di fronte a questo scenario, le imprese reagiscono soprattutto investendo in sicurezza. A Bergamo il 92% degli imprenditori dichiara di aver adottato misure aggiuntive negli ultimi anni: telecamere, sistemi di videosorveglianza, dispositivi antitaccheggio e allarmi sempre più sofisticati. Ma la richiesta principale resta quella di una maggiore presenza sul territorio. Tre imprenditori su quattro chiedono l’introduzione o il rafforzamento di presidi di sicurezza nei quartieri più esposti, come pattuglie e polizia di prossimità. Per molti commercianti, più ancora delle telecamere, è la presenza visibile dello Stato a fare la differenza.