Grande festa a Reggio Emilia per l’arrivo della principessa del Galles, Kate Middleton, in città tra mercoledì 13 e giovedì 14 maggio 2026. Una visita che unisce protocollo, curiosità popolare e contenuto educativo: al centro non ci sono soltanto l’accoglienza istituzionale e l’attenzione mediatica per una delle figure più osservate della famiglia reale britannica, ma soprattutto il Reggio Emilia Approach, il modello pedagogico nato nel dopoguerra e oggi studiato in tutto il mondo.
“É stato un grande onore e una gioia per tutta la città accogliere la Principessa del Galles a Reggio Emilia. L’accoglienza in piazza Prampolini, il Primo Tricolore e l’incontro con tre donne che hanno contribuito alla nascita del Reggio Emilia Approach: Eletta Bertani, Ione Bartoli e Carla Maria Nironi. Un giorno da ricordare per tutte e tutti” scrive su Facebook il Comune di Reggio Emilia.
La visita rappresenta un passaggio significativo nel lavoro del Royal Foundation Centre for Early Childhood, il centro promosso dalla principessa per valorizzare i primi anni di vita come fase decisiva nello sviluppo della persona.
Il Comune di Reggio Emilia ha spiegato che l’arrivo della principessa si inserisce proprio nell’espansione internazionale di questo progetto, con l’obiettivo di conoscere da vicino l’esperienza educativa reggiana.
Visualizza questo post su Instagram
Un viaggio diverso
Quello di Kate Middleton non è un viaggio puramente rappresentativo. La principessa arriva in Italia senza il principe William e con un’agenda centrata sulla prima infanzia, tema che da anni è al cuore del suo impegno pubblico.
Secondo Associated Press, la missione di due giorni a Reggio Emilia è anche il primo viaggio solista all’estero della principessa da quando ha annunciato la remissione dal cancro, un elemento che dà all’evento anche un peso personale oltre che istituzionale.

Il viaggio ha anche un valore simbolico per il ritorno di Kate in Italia, Paese che conosce da tempo: da giovane studiò a Firenze durante il suo anno sabbatico, prima dell’università e dell’incontro con William.
Ma questa volta l’attenzione non è mondana: la principessa arriva per osservare un sistema educativo che ha fatto della relazione tra bambini, insegnanti, famiglie e ambiente uno dei suoi punti di forza.
L’accoglienza in città e la tappa al Centro Loris Malaguzzi
A spiegare i dettagli della giornata è stato un post del Comune di Reggio Emilia.
“La Principessa del Galles ha scelto di visitare la nostra città per conoscere da vicino l’approccio educativo noto in tutto il mondo come Reggio Emilia Approach. È stata accolta da una Piazza Prampolini entusiasta e ha subito salutato alcune classi delle scuole dell’infanzia Diana e Robinson che erano lì ad attenderla. Subito dopo, la visita alla Sala del Tricolore dove ha ricevuto dal sindaco Marco Massari il Primo Tricolore per il suo impegno a favore dell’infanzia e dei primi anni di vita attraverso il Royal Foundation Centre for Early Childhood”.

“La giornata è proseguita con un confronto dedicato alla storia dei nidi e delle scuole dell’infanzia comunali e alle radici democratiche del Reggio Emilia Approach, insieme ad alcune delle figure che ne hanno costruito il percorso culturale ed educativo: Eletta Bertani, Ione Bartoli e Carla Maria Nironi. Infine, a completare questa prima giornata della sua visita, non poteva mancare una tappa al Centro Internazionale Loris Malaguzzi e alla scuola dell’infanzia Anna Frank. Una visita che rappresenta un importante riconoscimento internazionale per la città e per una comunità che continua a fare dell’educazione un bene comune e un’infrastruttura civile, sociale e democratica”.
Il Centro Loris Malaguzzi ospita Reggio Children e rappresenta il punto di riferimento internazionale per chi vuole studiare il modello educativo reggiano. Qui la principessa dovrebbe incontrare insegnanti, genitori, bambini, amministratori e rappresentanti del territorio.
Così il Centro Loris Malaguzzi ha raccontato la visita della principessa Kate:
“La visita si è aperta con una sosta davanti alla poesia I cento linguaggi dei bambini di Loris Malaguzzi. La Principessa si è soffermata sui versi, lasciandosi catturare dall’idea che lo stupore, la meraviglia e la capacità di porsi domande — caratteristiche proprie dell’infanzia — siano qualcosa da custodire per tutta la vita.

Da lì, una passeggiata tra gli spazi del Centro, in cui Sua Altezza Reale ha approfondito la filosofia pedagogica nata dal pensiero di Loris Malaguzzi: la visione del bambino come soggetto portatore di diritti fin dalla nascita, l’apprendimento attraverso il corpo, il valore degli ambienti e dei materiali. All’Atelier ‘In forma di creta’ la Principessa ha anche lei ‘pensato con le mani’, partecipando con curiosità sincera alla materia, agli strumenti, alla preparazione dei contesti.
E nel mezzo, decine di domande: competenti, approfondite, appassionate. Domande sui materiali, sulle relazioni tra i bambini, sui bambini con diritti speciali, sulla partecipazione dei genitori e sulla quotidianità del lavoro educativo. Uno sguardo che si fermava davvero sulle cose, in un ascolto autentico”.
Perché proprio Reggio Emilia
La scelta di Reggio Emilia non è casuale. Il Reggio Emilia Approach nasce dall’esperienza delle scuole comunali dell’infanzia e dal pensiero di Loris Malaguzzi, pedagogista che ha contribuito a costruire un’idea di educazione fondata sull’ascolto del bambino, sulla creatività, sull’ambiente come spazio di apprendimento e sulla collaborazione tra scuola, famiglia e comunità.
È un modello che non si limita a una tecnica didattica. È una visione: il bambino non è considerato un contenitore da riempire, ma una persona competente, curiosa, capace di costruire conoscenza attraverso relazioni, linguaggi, materiali, esperienza e gioco. Proprio questa impostazione si collega al lavoro della Royal Foundation, che insiste sull’importanza dei primi anni di vita per la salute emotiva, cognitiva e sociale degli adulti di domani.
Una città sotto i riflettori internazionali
Per Reggio Emilia, la visita è anche una grande occasione di visibilità. La città si prepara ad accogliere una delle figure più seguite al mondo, ma il vero protagonista resta il suo patrimonio educativo.ù
L’interesse non riguarda solo la cronaca reale. L’arrivo della principessa riaccende l’attenzione su una domanda più ampia: che cosa può imparare il mondo da un’esperienza educativa nata in una città di provincia italiana e diventata, nel tempo, un riferimento globale? È questo il punto più rilevante della visita. Reggio Emilia non viene scelta come scenario, ma come laboratorio educativo.
Il legame con la missione di Kate sulla prima infanzia
Negli ultimi anni Kate Middleton ha costruito una parte importante del proprio profilo pubblico intorno al tema dell’infanzia. Nel 2021 ha fondato il Royal Foundation Centre for Early Childhood, con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni, famiglie, imprese e società civile sul peso dei primi cinque anni di vita nello sviluppo della persona.