Una svolta netta, forse ambiziosa e già capace di attirare attenzione nel panorama culturale quella dello scrittore, giornalista, editore e Direttore Responsabile de LOpinione.com Simone Di Matteo, che il prossimo 14 maggio inaugurerà a Milano, alle ore 17.30 presso il Churchill Caffè Events, la sua mostra d’arte d’esordio. “Relitti – Ciò che resta degli dèi”, questo è il titolo scelto per quella che sarà la prima di una lunga serie di manufatti artistici che, tra mito antico e linguaggio contemporaneo, raccontano ciò che l’uomo spesso non riesce ad esprimere neppure a se stesso.
La nuova proposta artistica di Simone Di Matteo
Un vero e proprio debutto nel campo dell’arte quello di Di Matteo, il quale non si limita ad operare un cambio di linguaggio, bensì effettua un ingresso in pompa magna nel mondo delle arti visive con una proposta autonoma, riconoscibile e già strutturata, che lo colloca con decisione su un percorso creativo parallelo a quello giornalistico e televisivo.
Definito dal maestro e fotografo di fama internazionale Antonio Guccione, che firma una delle note critiche a corredo dell’esposizione, “un artista [che, ndr.] compie un gesto contrario: recupera, seleziona, ricompone. Trasforma il rifiuto in icona. Non per nobilitarlo retoricamente, ma per rivelarne la capacità di significare”, Di Matteo dà origine a delle “artesculture”, ognuna delle quali si contraddistingue per un approccio materico e concettuale fortemente identitario. Frammenti raccolti lungo le coste (pietre, conchiglie, metalli corrosi dal tempo) vengono trasformati in composizioni che evocano volti, presenze e simboli sospesi tra memoria e immaginazione. Al centro dell’iniziativa, infatti, la serie “Ciò che resta degli dèi”, in cui il mito classico viene reinterpretato senza nostalgia né celebrazione, ma come testimonianza ancora viva e imperfetta di ciò che il tempo lascia dietro di sé. In quest’ottica, le figure divine del mondo greco e latino emergono nella loro dimensione più umana e fragile, e ci vengono restituite attraverso un linguaggio visivo essenziale e contemporaneo.

Un linguaggio artistico ben definito
Il lavoro di Di Matteo si distingue per una coerenza estetica che punta sulla sottrazione e sulla trasformazione del materiale grezzo in narrazione visiva. Una ricerca che, pur essendo all’esordio espositivo, mostra già una direzione ben precisa e un’identità riconoscibile, elemento non scontato in un debutto artistico che, a onor del vero, non costituisce un semplice passaggio parallelo alla scrittura, ma un’estensione del suo percorso espressivo, che qui trova una nuova forma e una nuova centralità.
Con “Relitti”, dunque, Di Matteo si presenta non solo come autore che esplora nuovi linguaggi, ma come artista capace di costruire una poetica personale, in cui materia, mito e tempo diventano strumenti di una narrazione visiva già matura e consapevole.
All’interno del catalogo (Edizioni DrawUp, 2026) che accompagna la mostra, aperta al pubblico fino al prossimo 21 maggio, oltre a quella di Guccione, anche le note del papirologo Aristide Malnati, dell’antropologo Andrea Bocchi Modrone, delle giornaliste Monica Landro e Francesca Lovatelli Caetani, che saranno tutti presenti all’inaugurazione.