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Il Pil nel 2025 cresce solo dello 0,5%: deficit migliora, ma debito sale. Giorgetti: “Colpo di coda del Superbonus”

Il Movimento 5 Stelle ha accusato il ministro dell'Economia di usare il Superbonus come capro espiatorio. Pd: "Numeri insoddisfacenti"

Il Pil nel 2025 cresce solo dello 0,5%: deficit migliora, ma debito sale. Giorgetti: “Colpo di coda del Superbonus”

Il Pil italiano nel 2025 ha mostrato un incremento in volume dello 0,5% rispetto all’anno precedente, segnando una crescita contenuta ma positiva.

I dati forniti dall’Istat hanno mostrato che la domanda interna ha svolto un ruolo centrale in questa espansione, con un contributo positivo alla crescita economica, anche se i flussi con l’estero sono stati meno favorevoli.

Il dato sul deficit è stato particolarmente atteso e ha registrato una miglioramento, scendendo al 3,1% rispetto al 3,4% del 2024, ma il debito pubblico è invece aumentato, arrivando al 137,1% del Pil, dal 134,7% dell’anno precedente.

La domanda interna: una spinta positiva

L’andamento economico del 2025 ha visto una crescita significativa degli investimenti fissi lordi, che sono aumentati del 3,5%, e dei consumi finali nazionali, saliti dello 0,9%. Questo riflette una domanda interna robusta, sebbene il contributo estero sia stato più contenuto. Le importazioni sono cresciute del 3,6%, mentre le esportazioni sono aumentate solo dell’1,2%, segno di un rallentamento della domanda internazionale per i prodotti italiani.

L’industria ha visto crescere il suo valore aggiunto dello 0,3%, mentre le costruzioni hanno registrato un ottimo +2,4%. Il settore dei servizi è stato più moderato, con un incremento dello 0,3%, mentre l’agricoltura ha registrato una lieve flessione dello 0,1%. Questi dati suggeriscono una ripresa, ma con una crescita disomogenea tra i diversi settori produttivi.

L’indebitamento pubblico: miglioramento parziale

Un dato che ha suscitato preoccupazione riguarda il debito pubblico italiano, che è aumentato, passando dal 134,7% al 137,1% del Pil. Sebbene ci sia stato un miglioramento del deficit, ridotto al 3,1%, il debito resta un fattore di fragilità per l’economia italiana, che continua a fare i conti con una pressione fiscale elevata.

Questo aumento del debito è stato alimentato da una combinazione di spese pubbliche e dal rallentamento dell’economia, che ha frenato la crescita fiscale attesa. Tuttavia, una riduzione del deficit sotto il 3% potrebbe aprire la strada per l’uscita dell’Italia dalla procedura di infrazione Ue per deficit eccessivo, consentendo al governo di attivare la clausola di salvaguardia per le spese destinate alla difesa.

I settori trainanti e quelli in difficoltà

Dal lato dell’offerta, la domanda nazionale ha contribuito positivamente alla crescita del Pil, con una spinta principalmente derivante dagli investimenti (+0,7 punti percentuali). La spesa delle famiglie ha avuto un apporto significativo (+0,6 punti), mentre l’amministrazione pubblica e le istituzioni sociali private (ISP) hanno dato un contributo minore, ma comunque positivo.

Il settore privato, con in particolare gli investimenti in costruzioni (+3,3%) e in mezzi di trasporto (+9,1%), ha avuto una spinta importante. Tuttavia, l’agricoltura e alcune attività dei servizi, come i servizi sanitari, sono state tra i settori che hanno sofferto maggiormente, registrando andamenti negativi.

Giorgetti: “Dati provvisori”

Nonostante il miglioramento del deficit, la crescita del Pil italiana si è rivelata inferiore rispetto a quella della media europea, sollevando preoccupazioni sul futuro immediato. Giancarlo Giorgetti, ministro dell’Economia, ha commentato il dato Istat con una certa cautela, definendo il dato come provvisorio, ma anche come una conseguenza della gestione del Superbonus, che ha avuto un impatto importante sul bilancio pubblico.

Secondo Giorgetti, sebbene la riforma fiscale non abbia ancora portato i risultati sperati, il governo continuerà a monitorare l’evoluzione della situazione economica, cercando di bilanciare il miglioramento delle finanze pubbliche con la crescita.

L’opposizione ha reagito con durezza: Elisa Pirro del Movimento 5 Stelle ha accusato il ministro di usare il Superbonus come capro espiatorio, suggerendo che il governo avrebbe dovuto adottare misure più incisive per evitare l’attuale situazione.

Il Partito Democratico, attraverso Antonio Misiani, ha definito i dati “insoddisfacenti”, indicando che l’Italia si trova in una condizione di semi-stagnazione, con una crescita ben al di sotto della media europea, nonostante gli investimenti finanziati dal Pnrr. Per Misiani, il miglioramento del deficit non basta a nascondere le difficoltà strutturali dell’economia italiana, aggravate da una pressione fiscale sempre più alta.

Tra ottimismo e preoccupazione

Il 2025 si chiude per l’Italia con un quadro economico che, pur mostrando segnali di crescita, lascia aperti molti interrogativi. Se da un lato si registra un miglioramento del deficit e una crescita degli investimenti, dall’altro il debito pubblico continua a essere una preoccupazione, e la crescita del Pil risulta insufficiente per affrontare le sfide future. La situazione fiscale resta delicata, con un aumento della pressione fiscale e un incremento della spesa per interessi, che limita la capacità del governo di investire in settori strategici.