Funerali di Pio Marcoccia, ex sindaco di Viterbo: un omaggio alla sua eredità

Funerali di Pio Marcoccia, un tributo alla sua eredità

Si sono svolti oggi i funerali di Francesco Pio Marcoccia, ex sindaco di Viterbo, architetto e imprenditore, scomparso all’età di 79 anni. La chiesa della Trinità era gremita di persone che hanno voluto rendere omaggio a un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla città, sia nelle istituzioni che attraverso la sua attività professionale.

Il feretro è partito dalla sua abitazione di via Ser Monaldo per raggiungere la chiesa, dove la bara, ricoperta di fiori colorati e sormontata da una foto di Marcoccia, è stata adagiata davanti all’altare, affiancata dal gonfalone della città. Tra i presenti, numerosi rappresentanti delle istituzioni, amministratori attuali e passati, professionisti e cittadini, tra cui Giuseppe Fioroni, Marcello Meroi, la sindaca Chiara Frontini e gli ex sindaci Giovanni Arena e Leonardo Michelini.

Il ricordo di Raffaela Saraconi

L’architetta ed ex assessora Raffaela Saraconi ha condiviso un ricordo personale di Marcoccia, sottolineando le sue qualità umane e professionali: “Sei stato una persona ricca e complessa, capace di lasciare un segno. Hai unito pensiero e azione, rigore e umanità, visione e concretezza. Hai saputo vedere oltre l’apparenza delle cose”. Saraconi ha anche evidenziato il suo amore per Viterbo e la sua capacità di ascoltare l’umore della città, trasformandolo in progetti concreti.

La celebrazione è stata officiata da padre Giuseppe Cacciotti, che ha descritto Marcoccia come un uomo mite e gentile, un professionista operoso e un padre affettuoso. Ha ricordato il loro rapporto e la fede che ha accompagnato l’ex sindaco nel corso della vita, sottolineando come Marcoccia abbia sempre incoraggiato chi gli stava intorno.

Un’eredità duratura

Marcoccia avrebbe compiuto 80 anni il prossimo 25 agosto. Lascia la moglie Egle, i figli Federico e Luca, e i fratelli Maurizio e Umberto. Esponente della Democrazia Cristiana, è stato una figura di spicco della politica viterbese negli anni Ottanta. Dopo aver ricoperto il ruolo di assessore alla Cultura e alla Pubblica istruzione, è stato eletto sindaco di Viterbo nel febbraio 1986, guidando l’amministrazione fino al marzo 1989. Ha lasciato un segno profondo anche come architetto e urbanista, contribuendo a disegnare lo sviluppo della città e della Tuscia attraverso piani regolatori e progetti significativi.