C’è un emergenza abitativa a Vidigulfo. E non solo, anche a Landriano, in tutta la zona al confine col Sud Milano.
Il caso era scoppiato un mese fa, partendo dall’appello – che avevamo rilanciato – di una disabile “prigioniera” di un alloggio non più adatto alle sue esigenze. Da lì s’era scoperchiato il vaso di Pandora: il delegato di zona del Sunia (Sindacato Unitario Nazionale Inquilini e Assegnatari) Giovanni Scorbati, scomparso nel frattempo per un malore improvviso, ci aveva rivelato la presenza di ben 11 unità immobiliari dell’Aler vuote da anni, non utilizzabili perché occorrono manutenzioni strutturali fondamentali.
11 alloggi popolari vuoti a Vidigulfo
Un nodo confermato anche dal primo cittadino di Vidigulfo, Pietro Sfondrini (FdI), che aveva anche teso la mano all’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale: se Aler non ce la fa, siamo disposti a metterci del nostro, anche economicamente (questo in soldoni il messaggio).
Come raccontato nei precedenti articoli, sotto i riflettori in particolare la delicata vicenda di Maria (nome di fantasia), 49enne disabile in carrozzina e con diversi problemi di salute (aggravatisi nel corso dei mesi), prigioniera di una casa Aler, al secondo piano senza ascensore, che si trova in via Garibaldi, a Vidigulfo. Il Sunia aveva proposto come soluzione un appartamento già un tempo attrezzato per una persona disabile e al momento vuoto, in un altro complesso Aler sempre a Vidigulfo, in via Aldo Moro.
La posizione dell’Aler in una nota
Nel frattempo abbiamo contattato l’Aler, che ci ha risposto con una nota:
“Seguendo la problematica della signora Maria (nome di fantasia), i nostri uffici sono già in contatto con il sindaco di Vidigulfo. Abbiamo stilato una tabella riepilogativa degli appartamenti siti nel comune, dalla quale emerge che vi sono 11 alloggi che necessitano di importanti lavori di ristrutturazione, ma si tratta di alloggi non accessibili a persone con disabilità. Così anche nei comuni limitrofi. Un cambio alloggio, quindi, non è possibile non per mancanza di volontà, ma proprio perché non c’è la possibilità tecnica”.
Insomma, Aler conferma la fotografia dell’esistente, almeno per quanto riguarda il novero degli immobili da sistemare.
Il sindaco: “E’ scandaloso, l’Aler ci dia una risposta”
“Che li mettessero a posto questi alloggi – ha tuonato a questo proposito il sindaco Sfondrini – Con la richiesta di case che c’è, è semplicemente scandaloso. Anche perché è proprio nella mission dell’Aler dare una casa ai meno abbienti: se non ci riesce, cosa ci sta a fare? Abbiamo più volte sollecitato di intervenire, ci è sempre stato risposto di no”.
Insomma, l’Amministrazione comunale si conferma disposta a contribuire economicamente alle manutenzioni. Ma su questa disponibilità non ha ricevuto risposte da Aler. Se il problema sia burocratico, legato alle complicanze di una partnership fra Istituzioni, lo abbiamo chiesto ad Aler, che al momento non ci ha ancora risposto.
Ma il Comune vuol lecitamente sapere quali tempi sono ipotizzabili per rimettere gli 11 alloggi nella disponibilità della comunità (solo a livello di lavori, perché poi per le assegnazioni bisognerà aspettare un bando pubblico successivo).
Il giallo della casa attrezzata vuota dal 2019
Tornano invece alla situazione della cittadina disabile, l’Amministrazione case comunali adatte non ne ha e resta un piccolo giallo l’appartamento di via Aldo Moro assegnato a un disabile deceduto nel 2019 e da allora rimasto vuoto.
Perché non si può ristrutturare quello?
“Bisognerebbe chiederlo all’Aler”, ha concluso il sindaco Sfondrini.
Quesito che abbiamo aggiunto sempre all’Azienda Lombarda per l’Edilizia Residenziale.