Piemonte

Fratelli d’Italia sostiene l’intitolazione del lungolago a Sergio Ramelli

Il partito esprime consenso per l'iniziativa della giunta di Verbania, richiamando il significato storico della figura di Ramelli.

Fratelli d’Italia VCO ha espresso il proprio sostegno alla decisione della giunta di Verbania di intitolare un tratto del lungolago di Intra a Sergio Ramelli. Il presidente provinciale del partito, Angelo Tandurella, ha sottolineato l’importanza di ricordare la figura di Ramelli, vittima di un’aggressione avvenuta a Milano il 13 marzo 1975. Ramelli, allora diciottenne, morì il 29 aprile dopo quarantasette giorni di agonia, a causa delle sue idee politiche. Tandurella ha richiamato come, ai funerali di Ramelli, la corona del Presidente della Repubblica Giovanni Leone fosse presente, e ha citato l’intervento dell’arcivescovo di Milano, Giovanni Colombo, che lo ha definito un’altra vittima dell’odio fratricida.

Inoltre, Tandurella ha ricordato un episodio significativo: quando, durante la seduta del consiglio comunale di Milano, qualcuno applaudì la notizia dell’aggressione a Ramelli, il sindaco socialista Aldo Aniasi intervenne per richiamare al rispetto, sottolineando che non si può applaudire ad atti di violenza. Aniasi, figura partigiana, è attualmente commemorato con la biblioteca della Casa della Resistenza di Fondotoce.

Un patrimonio comune

Il presidente provinciale di Fratelli d’Italia ha notato che negli ultimi anni, la memoria di Ramelli è diventata un patrimonio comune tra vari schieramenti politici. Amministratori di centrosinistra partecipano alle commemorazioni in diverse città italiane. Tandurella ha invece espresso disappunto per la resistenza di alcune frange politiche verbanesi nei confronti di questa iniziativa.

Il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale a Verbania, Matteo Marcovicchio, ha aggiunto che il dibattito attuale potrebbe generare opportunità positive per la comunità. Ha indicato che Verbania ha figure significative nella sua storia che meritano di essere onorate, proponendo discussioni in consiglio per identificare tali figure e dedicare loro spazi pubblici, senza divisioni politiche.

Riflessioni sul passato

Tandurella conclude evidenziando che la storia di Ramelli è un monito contro l’uso della violenza per risolvere i disaccordi politici. Ogni iniziativa che mantiene viva questa memoria deve essere sostenuta, per ricordare a tutti le conseguenze dell’intolleranza e dell’odio politico.