Tre giorni tra spiagge selvagge e silenzi dell’Arcipelago

Un itinerario improvvisato porta dalla costa toscana a una cala raggiungibile soltanto a piedi, con rientro via traghetto.

Due giorni liberi e la voglia di mare si trasformano in una fuga di tre giorni tra la costa toscana e l’Isola del Giglio. La partenza avviene dall’Umbria, con un bagaglio essenziale ma adatto a una primavera dai forti sbalzi termici: costume da bagno, abiti pesanti, asciugamano e un libro di viaggio. L’itinerario, inizialmente pensato per una sola giornata sulla terraferma, cambia direzione durante il percorso.

Il primo arrivo è in una locanda vicina all’Aurelia, scelta come base per raggiungere La Torba, la spiaggia di sabbia nera compresa tra il Forte di Macchiatonda e Ansedonia. Dopo un breve tragitto in auto, la spiaggia appare quasi deserta: nel parcheggio ci sono appena cinque automobili su una capienza molto più ampia e davanti si apre una lunga distesa libera. Il vento rende difficile tenere aperto l’ombrellone, ma la giornata procede tra lettura, passeggiate con i piedi nell’acqua e un’ora di yoga sulla riva.

Nel pomeriggio, dopo aver camminato per circa un’ora, la viaggiatrice si sposta verso il centro di Ansedonia, costruito in posizione panoramica sul mare. Al tramonto sceglie una piccola spiaggia per fermarsi in solitudine e osservare il calare della luce. È proprio qui che prende forma l’idea di modificare il programma: dal molo visto lungo la strada partono i traghetti per l’Isola del Giglio, raggiungibile in circa un’ora. La verifica degli orari e dei costi conferma la possibilità di proseguire il viaggio il giorno successivo.

Dal traghetto alla cala delle Caldane

La mattina seguente la partenza è prevista presto. L’auto viene lasciata in un deposito a Porto Santo Stefano, mentre il bagaglio viene ridotto al minimo per affrontare gli spostamenti a piedi. Il biglietto del traghetto costa circa 12 euro a tratta per chi viaggia senza automobile e circa 50 euro con un mezzo. Dopo la traversata, l’itinerario prosegue verso le calette dell’isola.

La prima sosta è a Le Cannelle, spiaggia dotata di bar, ristorante e servizi per il tempo libero, ma il luogo non risponde alla ricerca di un ambiente più isolato. La scelta cade quindi su Le Caldane, raggiungibile soltanto a piedi attraverso un sentiero impegnativo e ricco di scorci sul mare. Il percorso richiede di superare anche alcuni massi, ma conduce a una piccola cala tra le rocce, con pochissime persone e le strutture stagionali ancora chiuse. La giornata passa tra un bagno, il sole e il rumore delle onde.

Al ritorno verso il paese, la destinazione è l’Hotel Castello Monticello. Il navigatore indica circa 20 minuti di cammino, ma la salita rende il percorso molto più faticoso e il tempo effettivo raddoppia. La struttura offre una vista sul mare e una navetta gratuita, servizio che sarebbe stato utile dopo la lunga giornata. La sera si conclude con una cena semplice in camera e il riposo.

L’ultimo mattino sull’isola

Il terzo giorno inizia con la colazione e una vista sulle scogliere. Poi il percorso continua a piedi verso Giglio Porto, in discesa ma lungo una strada ripida. L’attesa del traghetto delle 11, con arrivo al porto alle 9.30, consente una passeggiata sul molo tra negozi, un piccolo mercato di frutta e verdura e pescatori impegnati a riparare le reti. Dopo una breve sosta sulla spiaggia del porto, arriva il momento del rientro. Durante la traversata l’isola si allontana lentamente, mentre la parentesi di silenzio e autonomia lascia spazio alla quotidianità.