Le agenzie di viaggi tedesche chiedono al governo federale l’introduzione di incentivi fiscali per contenere l’impatto dell’aumento dei prezzi sulle vacanze. La richiesta arriva in un momento segnato dal rincaro dei servizi turistici e dalla crisi geopolitica, che sta riducendo i budget disponibili per i viaggiatori.
A portare la posizione del comparto all’attenzione dell’esecutivo è stata la Deutscher Reiseverband, la principale associazione tedesca delle agenzie di viaggi. Il presidente Albin Loidl ha rivolto l’appello direttamente al cancelliere Friedrich Merz, intervenendo a una conferenza dedicata al futuro del turismo in Germania, alla quale ha partecipato anche il capo del governo.
La richiesta del comparto
Loidl ha sottolineato il peso economico del turismo e la necessità che questo ruolo trovi un adeguato riconoscimento nelle priorità politiche. Secondo il rappresentante delle agenzie, il messaggio rivolto al governo federale è che le vacanze devono restare accessibili alla popolazione, particolarmente attenta ai prezzi, mentre le imprese del settore hanno bisogno di un sostegno concreto.
La pressione esercitata dall’associazione si inserisce in un quadro di rallentamento del mercato turistico tedesco in uscita. Il comparto registra ogni anno oltre 108 milioni di viaggi all’estero e una spesa complessiva di 88 miliardi di euro per i pacchetti turistici. Le prime indicazioni relative all’anno in corso stimano tuttavia una contrazione sia del numero dei viaggi sia della spesa, proprio a causa della diminuzione delle disponibilità economiche e dell’aumento dei costi dei servizi.
Il confronto con la proposta italiana
In Germania, l’88% dei viaggi all’estero appartiene al segmento leisure, mentre i viaggi d’affari rappresentano il 9% del mercato. Considerando il totale, le vacanze delle famiglie incidono per il 26%. Si tratta quindi di un bacino rilevante per agenzie, tour operator e destinazioni, ma anche di una componente esposta alle variazioni dei prezzi.
La proposta della Deutscher Reiseverband presenta analogie con l’istanza avanzata in Italia due mesi fa dal presidente di Aidit, Domenico Pellegrino. Anche in quel caso era stata ipotizzata una detrazione Irpef per i pacchetti turistici, da considerare come una spesa legata al benessere dei cittadini, in modo simile a quanto avviene per alcune spese sanitarie.