Alessandria (AL)

Alessandria e la sua Cittadella nel suggerimento di questa settimana

Alessandria è anche la città della bicicletta: qui arrivò, molti anni fa, la prima bicicletta sbarcata in Italia, portata qui dall’imprenditore alessandrino Carlo Michel, che ne era rimasto completamente affascinato dopo averla vista nel 1867 all’Expo di Parigi.

Alessandria e la sua Cittadella nel suggerimento di questa settimana

Ci sono città che custodiscono dei beni architettonici ricchi di storia e spesso poco conosciuti. E’ il caso di Alessandria e della sua Cittadella.

Alessandria e la sua Cittadella sono un’ottima meta per una gita fuori porta nel Nordovest

Ha una storia secolare e le sue trasformazioni hanno segnato la storia e le sorti di Alessandria. E’ stata costruita sulle rovine del preesistente quartiere di Borgoglio (o Bergoglio), dopo il trattato di Utrecht del 1713, quando Alessandria passò dal dominio spagnolo a quello di Casa Savoia. Al fine di soddisfare le esigenze di difesa del nuovo stato sabaudo, la fortezza militare fu interamente costruita a scapito dell’antico quartiere provocando una decisa rivoluzione urbanistica della città. Fu voluta da Vittorio Amedeo II e progettata dall’ingegnere Ignazio Bertola, che si ispirò al forte francese di Vauban. Nacque così un’immensa fortezza esagonale che si estende su 20 ettari il cui lato più lungo è parallelo alla asse del fiume Tanaro. La forma esagonale è dovuta alla necessità di difendere il confine lungo della città. Fino al 2007 la struttura fu sede di un Reggimento dell’esercito e deposito della Sussistenza Militare, dopo l’abbandono da parte dei militari è cominciato un lento e progressivo degrado del complesso. Nel febbraio 2016 la fortezza è stata presa in consegna dal Mibact e ha potuto beneficiare di un finanziamento di 25 milioni di euro, ai quali si sono aggiunti 9 milioni di euro stanziati dalla Regione. E’ stata votata come Luogo del cuore del Fai che organizza visite guidate della durata di 30 minuti nelle giornate di sabato (dalle 14 alle 18) e domenica (dalle 9 alle 13 e dalle 14 alle 18).

Piazza della Libertà è il centro della vita cittadina

Il centro della vita cittadina è senz’altro piazza della Libertà, circondata da edifici storici e caffè eleganti; qui si affacciano il Palazzo del Municipio e il Palazzo Ghilini, sede della Prefettura, considerato uno dei più bei palazzi barocchi del Piemonte.  Una tappa consigliata è anche la visita della cattedrale di San Pietro, in piazza Giovanni XXIII. Costruita nel XIX secolo sui resti della precedente cattedrale medievale, l’attuale edificio presenta uno stile neoclassico e custodisce opere d’arte di notevole pregio, tra cui un crocifisso ligneo del XV secolo. L’attuale decorazione risale al 1926-29, affidata a Luigi Morgari di Torino, mentre l’altare maggiore al 1954. Abbelliscono il presbiterio cinque vetrate istoriate (1954) che raffigurano la Vergine Immacolata, san Pio V, san Baudolino, san Paolo della Croce, il Beato Gregorio Maria Grassi. Completa il tutto l’organo (1929), le cui facciate ornano i quattro matronei sovrastanti il presbiterio. Dietro l’altare maggiore si può ammirare il coro settecentesco in legno intarsiato, su cui campeggia un magnifico quadro di Callisto da Lodi (1546) rappresentante san Pietro tra i santi Paolo e Giovanni Battista.

In città, inoltre, non mancano gli spazi capaci di raccontare la storia: il Museo Civico, a Palazzo Cuttica, ospita una ricca collezione di opere d’arte che spaziano dal Medioevo all’Ottocento, con dipinti, sculture e arredi sacri. Nella prima sala, due arazzi di manifattura fiamminga del XVII secolo accolgono i visitatori. A seguire, la collezione archeologica di età pre-romana e romana di Cesare Di Negro Carpani: acquisita di recente, è frutto di una intensa attività di collezionismo ottocentesco; per le sue caratteristiche storico-archeologiche, è di particolare importanza nel quadro delle attuali conoscenze della preistoria e storia antica dell’area alessandrina e tortonese. Le restanti sale accolgono i paramenti sacri e la preziosa raccolta di corali miniati commissionati da Papa Pio V, al secolo Antonio Michele Ghislieri, unico Papa piemontese, in occasione della costruzione del convento domenicano di Santa Croce e Ognissanti a Bosco Marengo, opere dedicate a Napoleone Bonaparte e alla battaglia di Marengo, alcune importanti opere di pittura sacra piemontese del ‘500 e ‘600 come l’affascinante polittico dell’Incoronazione della Vergine, opera di Gandolfino da Roreto.
La Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea è invece ospitata negli spazi dell’ex Ospedale degli Infermi e propone esposizioni temporanee di artisti italiani e internazionali.
E ancora, il Marengo Museum: è un museo storico dedicato alla battaglia di Marengo che ne analizza le cause, gli sviluppi e le conseguenze, nella convinzione che la vittoria di Bonaparte abbia costituito un elemento importante nella successiva storia europea e uno degli atti fondanti per il processo italiano di unificazione nazionale. Aperto ufficialmente nel giugno 2009, il museo ha sede all’interno di Villa Delavo, edificata nel 1846 per opera del farmacista Giovanni Antonio Delavo. Al suo interno sono conservati reperti e cimeli dell’epoca, accanto a opere realizzate da artisti contemporanei. All’esterno del Museo si estende il Parco della villa, con il monumento funebre dedicato ai caduti della battaglia e al generale Desaix. Simbolo del Marengo Museum è la Piramide dove si trova l’accoglienza.
Per concludere la passeggiata cittadina, si può percorrere il Ponte Meier, progettato dall’ingegnere Richard Meier e inaugurato nel 2016, che attraversa il fiume Tanaro e collega il centro con il quartiere Orti. Di notte si illumina in maniera scenografica.
Alessandria è anche la città della bicicletta: qui arrivò, molti anni fa, la prima bicicletta sbarcata in Italia, portata qui dall’imprenditore alessandrino Carlo Michel, che ne era rimasto completamente affascinato dopo averla vista nel 1867 all’Expo di Parigi. E se si parla di due ruote, non si può non ricordare i grandi campioni, come Fausto Coppi e Costante Girardengo, le cui storie sono conservate, insieme a notevoli memorabilia e oggetti d’epoca, all’Acbd Museo di Palazzo Monferrato. Modelli storici perfettamente restaurati, cimeli delle varie attività sportive svolte su strada e su pista, testimonianze dei grandi campioni, mostre temporanee, attendono il visitatore e ne accompagnano il percorso.