Emilia-Romagna

Adriatico, estate con acque limpide e pochi divieti

Siccità, depurazione e caldo spiegano il quadro favorevole rilevato lungo la costa romagnola.

Lungo la costa dell’Emilia-Romagna l’estate 2026 si è chiusa con acque trasparenti, pochi episodi critici e rientri rapidi dei parametri nei casi di sforamento. La classificazione definitiva della stagione non è ancora disponibile, ma i monitoraggi effettuati durante i mesi estivi hanno restituito un quadro particolarmente favorevole per il mare Adriatico.

Il dato arriva dopo un 2025 già positivo per la qualità delle acque di balneazione. Nel territorio di Rimini, in particolare, 14 aree erano state classificate eccellenti e tre buone. Durante l’ultima stagione, invece, lungo la costa regionale non sono emerse criticità prolungate: l’ultimo prelievo, effettuato lunedì, non ha evidenziato sforamenti.

Poche piogge e minori apporti dai fiumi

A spiegare le condizioni del mare è Cristina Mazziotti, responsabile della Struttura oceanografica Daphne di Arpae, impegnata nelle attività di monitoraggio, studio e controllo degli ambienti marini e di transizione dell’Emilia-Romagna. Secondo l’esperta, la stagione è stata caratterizzata da un sistema marino stabile, con bassa torbidità, elevata trasparenza e salinità alta.

Un ruolo importante lo ha avuto la scarsità di precipitazioni. Il Po e gli altri fiumi hanno registrato portate ridotte e hanno riversato in Adriatico quantità minori di acqua e nutrienti. La conseguenza è stata una salinità più elevata e una minore disponibilità di sostanze utili alla proliferazione delle alghe. Qualche presenza algale è stata osservata, ma senza i fenomeni più consistenti registrati in altre annate.

La riduzione degli apporti fluviali, tuttavia, non è l’unico elemento alla base del risultato. Ha contribuito anche la tenuta del sistema di depurazione della costa, sottoposto alla pressione determinata dall’aumento della popolazione durante la stagione turistica. Tra gli interventi citati rientra il Psbo, che comprende opere per la gestione delle acque di prima pioggia.

Temperature elevate e divieti circoscritti

Nel corso dell’estate le temperature dell’acqua hanno raggiunto stabilmente 29-30 gradi nei primi metri. Il caldo è durato a lungo, con un giugno simile a luglio e un luglio paragonabile ad agosto, ma il sistema marino ha mantenuto una buona capacità di risposta. Il vento e la brezza hanno favorito l’evaporazione e la dispersione del calore in superficie. Con il successivo calo, nella parte meridionale dell’area monitorata, a circa 500 metri dalla costa, sono stati rilevati valori intorno ai 25,7 gradi.

Le temperature elevate hanno spinto alcuni pescatori a spostarsi più al largo, alla ricerca di acque meno calde. Sul fronte delle meduse, invece, le segnalazioni sono state limitate: in agosto si sono verificati alcuni episodi, soprattutto al largo, ma hanno riguardato anche specie non urticanti.

Mazziotti ha inoltre richiamato la necessità di distinguere tra i punti della rete di controllo e le aree vicine a foci e porti canale. Le foci sono soggette a divieto permanente di balneazione e non vengono campionate come acque destinate alla balneazione. Un prelievo effettuato nelle vicinanze non modifica quindi le regole valide per quelle zone.

Nel complesso, l’estate ha registrato pochi episodi temporanei, con valori rientrati nei limiti già al controllo successivo e senza divieti protratti per più giorni. La siccità ha favorito la trasparenza e la salinità del mare, ma ha avuto conseguenze negative sull’agricoltura: lo stesso quadro climatico ha quindi prodotto effetti favorevoli per il turismo e problematici per altri settori.