Essere il figlio del presidente porta con sé oneri e onori. C’è sempre qualcuno pronto a guardare con occhio critico, a chiedersi se il posto se lo sia guadagnato davvero. Ma Lorenzo Lodetti, attaccante classe 2003 del La Torre Calcio, ha scelto di rispondere nel solo modo che conosce: rimboccandosi le maniche e dandosi da fare. Studia design, gestisce un B&B in centro a Bergamo e si allena sempre al cento per cento, integrando persino sessioni con un personal trainer per essere pronto a dare tutto in campo.
Il 22enne è il nuovo candidato al Pallone d’Oro 2026 di Prima Categoria di PrimaBergamo, l’iniziativa con cui vogliamo accendere i riflettori sul calcio dilettantistico dei nostri Comuni premiando chi sa rappresentare con passione e valori lo sport che amiamo. Ogni settimana troverete una nuova storia sul giornale in edicola, con il coupon da ritagliare, compilare e farci avere. Potete anche inviare prova fotografica del voto effettuato inviando una mail a redazione@primabergamo.it oppure un messaggio WhatsApp al 3500282362. Stessi riferimenti per candidare un giocatore, indicando nome, club e un recapito.

Affari di famiglia
Lorenzo ha fatto il settore giovanile tra Scanzo e Virtus Bergamo fino alla Juniores, poi due esperienze in Promozione, vincendo un campionato con la Falco. Successivamente la scelta di tornare a casa, al La Torre. La società è di suo padre, il presidente Eugenio Lodetti. «È stata una decisione di cuore e di famiglia. Volevo tornare a tutti i costi. La mia più grande paura quando sono arrivato era essere giudicato per via del mio cognome. Devo sempre dare il massimo in allenamento e in partita, perché sono un ragazzo come gli altri e non voglio che qualcuno pensi male».
Una pressione che ha trasformato in carburante per dimostrare il suo valore: oltre ai normali allenamenti settimanali lavora con un personal trainer, perché arrivare alla domenica nel miglior modo possibile è una scelta precisa: «So che è un sacrificio, ma sento che mi dà qualcosa in più. Gioco in una categoria dilettantistica, ma cerco di allenarmi come un professionista». Il primo anno è stato difficile, perché la squadra è retrocessa, ma lui non ha mai pensato di andarsene. La stagione seguente la squadra è tornata subito in Prima Categoria e questa stagione ha conquistato una salvezza memorabile.
Una società seria e consapevole

La Torre Calcio milita stabilmente in Prima Categoria e ha un settore giovanile che negli anni ha sfornato talenti approdati a realtà semiprofessionistiche. La struttura societaria è solida e coesa: accanto al presidente lavorano il suo vice Andrea Marchetti, il direttore sportivo Christian Perico e la responsabile amministrativa Romina Panzeri. «Tutti i ragazzi che arrivano da fuori restano sorpresi dalla serietà che trovano qui. Anche chi scende di categoria non se lo aspetta», dice Lorenzo. L’obiettivo dichiarato? Fare il salto in Promozione.
Due figure sono al centro dell’identità della prima squadra. Il mister Michele Bonassi guida il gruppo e ha costruito un ambiente in cui anche i momenti di difficoltà si affrontano da amici: «Riesce a parlare con le persone in modo diretto, ti fa sentire a tuo agio. Chiunque venga qui riconosce subito questa sua dote». Poi c’è il capitano Simone Zambetti, il punto di riferimento umano dello spogliatoio: «Avere uno come lui fa tanto. Se c’è qualcosa, sai che puoi parlargli. Ti fa sentire che non sei mai solo».
Un gruppo di amici prima di tutto
Da tre anni buona parte della rosa è composta da ragazzi di Torre Boldone, la maggior parte si conosce da tempo. «Dopo gli allenamenti restiamo a parlare fino a mezzanotte. Questa cosa va oltre le capacità tecniche». Nei momenti più duri è stato il gruppo a fare la differenza, con ragazzi che si conoscono da una vita e nuovi arrivi che si sono integrati con una naturalezza sorprendente.
Lorenzo, pur essendo tra i più giovani, sente di poter dare qualcosa ai compagni: «Molti mi scrivono perché sanno di poter parlare con me». Una tranquillità che trasmette dentro e fuori dal rettangolo verde.