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Pjanic garantisce per Alajbegovic: “Può diventare un campione”

L'ex centrocampista bianconero è stato l'artefice del passaggio del giovane fantasista in bianconero

Pjanic garantisce per Alajbegovic: “Può diventare un campione”

C’è tanto di Miralem Pjanic nel sorpasso della Juventus per assicurarsi Kerim Alajbegovic e bruciare la concorrenza di mezza Europa: “Sono soprattutto un amico, di Kerim e della sua famiglia – sottolinea Pjanic, ex di Roma, Juventus e Barcellona – Io non sono un agente e non ho fatto nulla di speciale: mi sono limitato a esprimere la mia opinione con sincerità. Bravi i dirigenti della Juventus a convincere un ragazzo che aveva molte richieste, anche più ricche”.

Pjanjc, perché Alajbegovic ha preferito la Juve alla Premier?

“Perché Kerim è un ragazzo più maturo dei suoi 18 anni e ha alle spalle una famiglia per bene. Io sono un amico del padre e gli ho detto cosa pensavo tanto sulla Juventus quanto sulle altre opportunità. Alla fine la scelta è stata loro. Alajbegovic è cresciuto in Germania ed è decollato in Austria, al Salisburgo, però ha sempre avuto un occhio di riguardo per la Serie A. E la Juve è sempre la Juve!”.

La prima volta che ha visto giocare Alajbegoivic?

“Mi piace guardare le partite delle selezioni giovanili, soprattutto la mia Bosnia. Kerim l’ho notato in nazionale e poi nel Salisburgo”.

Agli amici italiani parlava di Alajbegovic già a Natale, prima dell’esplosione contro l’Italia nello spareggio per il Mondiale. Cosa l’aveva colpita di un ragazzo all’epoca semisconosciuto?

“Il mix di spensieratezza e freddezza: con Kerim succede sempre qualcosa. È giovane e deve crescere in tutto, senza montarsi la testa. Ho un debole per il suo tiro, secco e preciso. Se vede la porta, non ci pensa due volte. E spesso fa male: o segna o crea scompiglio”.

L’investimento della Juve per Alajbegovic (30 milioni più 5 di bonus dal Leverkusen) ricorda quello del 2015 per Dybala (40 milioni al Palermo), suo compagno a Torino. Paragone troppo pesante?

“Speriamo che Kerim possa imitare Paulo. Il tipo di investimento è simile, poi la differenza la farà il campo. Dybala ha segnato e vinto tanto con la Juventus. Alajbegovic è all’inizio e deve restare umile, però ha le potenzialità per una carriera top. Lasciamolo divertire e crescere senza troppe pressioni”.

Quale consiglio ha dato ad Alajbegovic?

“Di pensare solo a mettersi le scarpe, ascoltare Spalletti e divertirsi. Come ho detto a Kerim: la Juve è una famiglia e ti mette a disposizione tutto, tu devi pensare al campo e a migliorarti con umiltà. Avrà degli alti e bassi, ma ci saremo noi e il club a sostenerlo nei momenti duri. Anche io ho faticato all’inizio. Alla Juve avverti la responsabilità dei campioni che hanno indossato quella maglia. Adesso l’importante è che Kerim conosca bene i compagni e impari in fretta l’italiano, ma noi siamo abbastanza bravi con le lingue…”.

Alajbegovic ha scelto il 17 di maglia, come Mandzukic: un caso?

“Mario è stato un grande, ma all’età di Kerim il numero non deve essere un pensiero: ha preso quello perché era libero”.

Il suo 5 è sulle spalle di Locatelli…

“Ma l’altro giorno Alajbegovic mi ha inviato una foto: correva col 5. Era la mia, gliela avevo regalata anni fa attraverso un amico”.

Alajbegovic è più un’ala o un trequartista?

“È un giocatore offensivo, che sa svariare su tutto il fronte d’attacco. Spalletti troverà il modo per impiegarlo al meglio. Sono stato allenato sei mesi a Roma da Luciano e la considero una gran fortuna: è straordinario. Per un giovane di talento come Kerim è un dono avere un maestro così”.

Come vede Yildiz e Alajbegovic insieme?

“Benissimo, parlano la stessa lingua calcistica: i giocatori di qualità si trovano con naturalezza. Ripeto: Spalletti è super e valorizzerà tutti al meglio, lo ha sempre fatto nella sua carriera. Sono contento che Alajbegovic sia allenato da Luciano. Erano interessati anche altri bravissimi tecnici che io conosco bene”.

La Juve non vince lo scudetto da 6 anni, lei giocava ancora a Torino: è fiducioso per questa stagione?

“Ho fiducia nelle persone che lavorano nella Juve e nella proprietà, la stessa da più di cento anni. La Juventus ha una storia immensa, ha sempre vinto e presto tornerà ad alzare trofei. La proprietà fa il massimo, ora tocca ai giocatori. Siamo a inizio agosto, dipenderà anche da come finirà il mercato”.

E se Vlahovic, a inizio agosto ancora senza squadra dopo l’addio alla Juventus, la chiamasse per chiederle un consiglio come ha fatto Alajbegovic?

“Kerim ha 18 anni, Dusan 26: è un ragazzo grande e forte, non ne ha bisogno. Vlahovic sa cosa fare della sua carriera. Il calcio è cambiato e il mercato è iniziato tardi a causa del Mondiale. Gli auguro il meglio, che sia Juve, Manchester o un’altra big… Non so cosa cerchi, il mio è un discorso generale, che in passato ho fatto anche a me stesso: per rilanciarsi al top, a volte meglio rinunciare a qualcosina pure a livello economico”.