Torino (TO)

Nuovi distretti del commercio a Torino, nella collina e nel pinerolese

I contributi regionali legati ai DUC sono a fondo perduto e sono destinati alle micro e piccole imprese di vicinato

Nuovi distretti del commercio a Torino, nella collina e nel pinerolese

Sono 21 i Comuni del Torinese che beneficeranno di 100 mila euro a sostegno dell’istituzione di 5 nuovi Distretti del Commercio DUC, appena riconosciuti dalla Regione Piemonte attraverso bando. Di questi, 4 Distretti, per un totale di 20 Comuni coinvolti, sono stati costituiti in partenariato con Ascom Confcom Torino e provincia.

Distretti del commmercio

In particolare, i DUC che hanno ottenuto i fondi portando avanti il dossier con Ascom sono: Unione Montana Pinerolese, Distretto Urbano Torino Nord, Distretto Urbano Torino Sud, Distretto Diffuso del Commercio Riviera del Po.
Il DUC primo classificato in graduatoria è quello dell’Unione Montana Pinerolese, che raggruppa ben 13 Comuni: Angrogna, Bibiana, Bobbio Pellice, Bricherasio, Luserna San Giovanni, Lusernetta, Prarostino, Roletto, Rorà, San Pietro Val Lemina, San Secondo di Pinerolo, Torre Pellice, Villar Pellice. Mentre il Distretto del Commercio Riviera del Po riunisce altri 5 Comuni: Castiglione Torinese, Cinzano, San Raffaele Cimena, Sciolze e Rivalba. Ogni DUC riceverà dalla Regione Piemonte 20 mila euro da utilizzare per l’istituzione del Distretto, pari all’80% di una spesa progettuale ammissibile di 25 mila euro. I fondi successivi saranno destinati ai Comuni per sostenere azioni e iniziative di valorizzazione dei negozi e del commercio.  Richiesti espressamente da Ascom alla Regione Piemonte e istituiti nel 2020, i Distretti del Commercio sono strumenti innovativi ed efficaci per il presidio commerciale del territorio, il mantenimento dell’occupazione e la gestione di attività comuni finalizzate alla valorizzazione del commercio. Questi cinque nuovi Duc vanno ad aggiungersi ai 35 già costituiti nella provincia di Torino, suddivisi in quelli urbani su un solo Comune e quelli diffusi su più Comuni.  I DUC nascono per dare nuovo impulso al commercio e si configurano come i luoghi dove le Amministrazioni, le Associazioni di categoria e i partner pubblici e privati ragionano insieme sulle strategie e le azioni di contrasto alla desertificazione commerciale, di promozione degli acquisti sotto casa e, non ultimo, di stimolazione dei processi di innovazione utili al settore.

Le dichiarazioni

«Accogliamo con grande soddisfazione il riconoscimento dei nuovi Distretti del Commercio e ringraziamo le Amministrazioni comunali che hanno scelto Ascom come partner per costruire e accompagnare i dossier di candidatura – sottolinea la presidente di Ascom Confcom Torino e provincia Maria Luisa Coppa -. Quattro progetti presentati e quattro riconoscimenti ottenuti confermano la qualità del lavoro costruito insieme ai territori.I Distretti sono uno strumento concreto per sostenere le imprese, contrastare la desertificazione commerciale e migliorare attrattività, servizi e qualità urbana. Sono un modello virtuoso che non solo supporta lo sviluppo economico, ma favorisce anche la rete di collaborazione tra amministrazioni comunali, attività commerciali e cittadini. Ascom continuerà ad accompagnare i Comuni nella fase di attuazione, affinché le risorse si traducano in interventi realmente utili e duraturi. Stiamo inoltre lavorando con la Regione Piemonte per collegare i Distretti del Commercio ai Distretti del Cibo, mettendo in rete commercio, produzioni locali, ristorazione e turismo. Una prospettiva strategica per valorizzare le vocazioni dei territori e renderli sempre più competitivi».

I contributi

I contributi regionali legati ai DUC sono a fondo perduto e sono destinati alle micro e piccole imprese di vicinato esercenti attività di vendita diretta al dettaglio di beni e di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande in sede fissa. Sono, inoltre, compresi anche farmacie, tabaccherie e artigiani con scia commercio. Le principali voci di intervento ammissibili riguardano investimenti in conto capitale consistenti ad esempio in interventi sulle esteriorità (vetrine, facciate, illuminazione, saracinesche e insegne, manichini ed espositori da vetrina, tende), arredi e attrezzature esterne (dehors, vasi), accessibilità e superamento barriere architettoniche (pedane, rampe, campanelli, cartelli in braille), videosorveglianza esterna, digitalizzazione (computer,  smartphone per l’attività, sistemi informatici e tutto ciò che è bene strumentale). Inoltre, per le nuove imprese potrà essere finanziato anche l’acquisto di attrezzature e macchinari interni.
L’ammontare del contributo prevede un’erogazione a fondo perduto fino a 5.000 euro, pari al 75% della spesa stimata. L’investimento minimo ammissibile, oggetto di richiesta di contributo, deve essere almeno pari a 500 euro. L’importo minimo ammissibile di ogni singola fattura o documento fiscale equivalente è 300 euro. Il contributo concesso a fondo perduto avrà un massimo di 7.000 euro, sempre pari al 75% della spesa stimata, per l’apertura di una nuova attività economica o di una nuova unità locale presso un locale che risulti sfitto.
Un Distretto del Commercio, anche in coordinamento con gli altri attori del territorio, può sviluppare progetti di qualificazione urbana del proprio ambito territoriale; interventi sul design e arredo urbano e gli spazi pubblici per attività commerciali; progetti di sistemazione delle aree mercatali; iniziative di riqualificazione e recupero di immobili con particolare attenzione ai locali commerciali; interventi per il recupero e la valorizzazione dei locali commerciali storici, vetrine, insegne, facciate. E ancora, introduzione di servizi innovativi e di valore sociale nella consegna a domicilio, creazione di itinerari, valorizzazione territoriale in sinergia con il turismo e molte altre opportunità.