Piemonte

Il clima estremo impone nuove scelte per le città

Torino registra criticità: popolazione anziana, piante sofferenti, persone prive di dimora; struttura punta a 87 posti.

I picchi climatici non possono più essere affrontati come fenomeni eccezionali. Dal cortile dell’ex Buon Pastore, in corso Regina Margherita, il sindaco Stefano Lo Russo ha sottolineato la necessità di ripensare la gestione urbana alla luce di condizioni meteorologiche ormai ricorrenti e capaci di incidere su numerosi aspetti della vita cittadina.

Secondo il primo cittadino, l’aumento delle temperature e gli altri estremi climatici richiedono una risposta non più limitata all’emergenza, ma costruita attraverso interventi strutturali. L’obiettivo è adeguare servizi, spazi pubblici e patrimonio urbano a una situazione che, ha osservato Lo Russo, è diventata la nuova normalità.

Anziani e spazi di aggregazione

Uno dei settori maggiormente interessati è quello dell’assistenza alla popolazione anziana. Torino sta registrando una crescita significativa della componente più avanti con l’età e il caldo, secondo il sindaco, determina ulteriori esigenze sanitarie. Anche i luoghi di aggregazione devono quindi essere ripensati: strutture come le bocciofile, un tempo non associate alla necessità di climatizzazione, oggi possono richiedere interventi per garantire condizioni adeguate durante i periodi più caldi.

Il cambiamento riguarda anche il verde pubblico. Le piante presenti in città sono state selezionate in relazione a condizioni climatiche diverse da quelle attuali e molte stanno mostrando segnali di sofferenza. Lo Russo ha citato in particolare la situazione osservata lungo corso Belgio, dove diverse alberature apparivano già ingiallite, nonostante fosse ancora metà agosto. La gestione del patrimonio ambientale dovrà dunque tenere conto della maggiore pressione esercitata dal clima.

Accoglienza per le persone senza dimora

Le alte temperature incidono inoltre sulle persone più vulnerabili, tra cui quelle senza fissa dimora. L’ex Buon Pastore continua a ospitare un servizio di prima accoglienza e quest’anno ha registrato una maggiore richiesta di accesso. L’assessore al Welfare Jacopo Rosatelli ha spiegato che il centro, in passato attivo soprattutto durante l’inverno, oggi deve rispondere a bisogni che non seguono più una distinzione netta tra le stagioni.

In base ai dati Istat citati dall’assessore, a Torino il 70% delle persone senza dimora censite riesce a ottenere accoglienza. Rosatelli ha rivendicato la capacità di risposta della città e ha assicurato che per questo tipo di interventi vengono destinate le risorse necessarie.

Il polo dell’ex Buon Pastore è gestito dalla Croce Rossa in collaborazione con il Comune e la Protezione civile. Attualmente la struttura dispone di 48 posti ed è interessata da un percorso di riqualificazione. Il dirigente comunale della Protezione civile Bruno Digrazia ha indicato come obiettivo il raggiungimento di 87 posti nei primi mesi del 2027, pur precisando che i tempi di conclusione dei lavori restano delicati. In prospettiva, ha aggiunto Rosatelli, altre strutture saranno ripristinate e restituite alla città.