Bergamo (BG)

Ritorna “La vedova allegra”: valzer, amore e leggerezza al Teatro Donizetti

Domenica 11 gennaio si apre la stagione di operette 2026 con la Compagnia Corrado Abbati, tra musiche immortali e intrighi romantici che incantano il pubblico di ogni generazione

Ritorna “La vedova allegra”: valzer, amore e leggerezza al Teatro Donizetti

Domenica 11 gennaio il sipario del Teatro Donizetti si aprirà sulla magia di La Vedova Allegra, dando il via alla Stagione di Operette 2026 della Fondazione Teatro Donizetti. Un debutto atteso, capace di unire l’eleganza della tradizione operettistica alla freschezza di una messinscena che promette di incantare il pubblico di Bergamo e non solo.

Il capolavoro di Franz Lehár, su libretto di Victor Léon e Leo Stein, continua a esercitare il suo fascino più di un secolo dopo la prima rappresentazione. Iconico e brillante, l’opera riesce ancora oggi a far ridere, emozionare e sognare, grazie a una musica indimenticabile e a un intreccio ricco di sentimenti universali: potere, denaro, gelosia e amore si intrecciano con leggerezza e ironia. Tra i brani più celebri, il valzer “Donne, donne, eterni dei…” rimane una delle perle che rendono La Vedova Allegra un classico senza tempo.

La Compagnia Corrado Abbati porta in scena una versione che valorizza al massimo la teatralità e la dinamicità del racconto. La regia di Abbati, che figura anche tra gli interpreti nel ruolo di Njegus, unisce eleganza scenica, ritmo travolgente e un tocco di modernità che non tradisce lo spirito originale dell’opera. Sul palco, Sara Intagliata interpreta la vedova Anna Glavari, Fabrizio Macciantelli veste i panni del Barone Zeta, mentre Davide Zaccherini è il conte Danilo Danilowitch. Completano il cast Antonella Degasperi, Kang Hyunwook, Marco Rovacchi, Claudia Bonazzi, Luca Mazzamur e Matteo Catalini. Il Balletto di Parma, con coreografie di Francesco Frola, aggiunge al tutto un fascino danzante e ritmico, mentre la direzione musicale è affidata a Alberto Orlandi.

La trama, semplice eppure perfettamente calibrata, si svolge tra l’ambasciata del Pontevedro a Parigi e i salotti dell’alta società. La giovane vedova Anna Glavari, erede di un’immensa fortuna, rischia di far uscire la propria dote dal paese sposando un francese. Il Barone Zeta, ambasciatore pontevedrino, ha l’incarico di trovarle un marito adeguato, e il conte Danilo sembra il candidato ideale. Tra equivoci amorosi, corteggiamenti segreti e divertenti scambi di identità orchestrati dall’astuto Njegus, gli intrighi si risolvono tra valzer, can-can e momenti di pura comicità, fino a un finale gioioso che unisce amore e patria, risolvendo ogni complicazione.

La regia di Abbati, consapevole della tradizione comica e leggera dell’operetta, mira a creare uno spettacolo capace di emozionare con leggerezza, suscitando sorrisi e una contagiosa voglia di festa condivisa. Il pubblico è così invitato non solo a guardare, ma a partecipare a un piccolo grande gioco teatrale, dove l’eleganza dei costumi e delle musiche incontra la vivacità dei personaggi e la gioia pura dell’arte dal vivo.

La Vedova Allegra non è solo un classico: è una celebrazione della leggerezza, dell’ironia e della bellezza della vita, esattamente come la pensava Italo Calvino nelle sue Lezioni Americane. Due ore e quindici minuti di pura emozione – intervallo incluso – che dimostrano come l’operetta possa ancora oggi parlare al cuore degli spettatori. Biglietti: intero da 15 a 45 euro; ridotto da 12 a 36 euro.