Recoaro Terme celebra la “Chiamata di Marzo”: quasi 1.900 figuranti alla storica sfilata che accoglie la primavera
È dal 1818 che, l'ultima domenica di febbraio degli anni pari, i recoaresi si riuniscono per accogliere la nuova stagione
Recoaro Terme ·
23/02/2026 alle 10:18
Nella giornata di domenica 22 febbraio 2026, si è svolta la tradizionale “Chiamata di Marzo” di Recoaro Terme che ha visto quasi 1900 figuranti accogliere la primavera.
Recoaro Terme celebra la Chiamata di Marzo
La Chiamata di Marzo fa parte della cultura recoarese dal 1818, se non prima, visto che il primo documento ufficiale che ne parla è di quell’anno. Ma, nonostante siano più di due secoli, i cittadini sono sempre entusiasti di poter partecipare mascherandosi e facendo percorrere per le strade i carri scenografici.
Il carro de “El fornaro”
La Chiamata di Marzo nasce per accogliere la primavera e scacciare l’inverno, ma solo l’ultima domenica di febbraio degli anni pari. Come viene descritta nel sito ufficiale, la sfilata è:
“una grande, originale e festosa manifestazione che vede sfilare per le vie della cittadina termale centinaia e centinaia di figuranti in costume, che in gruppi, a piedi o sui carri allestiti con ogni genere di scenografie, mettono in mostra una straordinaria serie di oggetti, attrezzi e testimonianze della civiltà e della tradizione ‘cimbra’”.
Un’altalena legata a un carro
La tradizione recoarese
Alla Chiamata era presente anche il Sindaco di Recoaro Terme, Armando Cunegato, che ha voluto ringraziare il comitato “Ciamar Marso” per aver organizzato la sfilata.
La manifestazione ha riunito grandi e piccoli per le strade, creando un clima di allegria proprio come se fosse già primavera. Tra la folla c’era anche Marco Zecchinato, Assessore all’Identità Veneta, il quale ha voluto sottolineare in un post su Facebook che:
“Attraverso la rievocazione in costume, si valorizzano le radici culturali, i mestieri di un tempo e il patrimonio identitario della nostra comunità, mettendo in mostra una straordinaria serie di oggetti, attrezzi e testimonianze della civiltà e della tradizione “cimbra”.
Uno dei masciari sul carro
Un evento che ha coinvolto 74 carri, 1880 figuranti, associazioni e volontari, diventando un momento di coesione sociale e di trasmissione intergenerazionale della memoria.
Come Assessore all’Identità Veneta, minoranze linguistiche e flussi migratori, intendo sostenere e promuovere iniziative come la Chiamata di Marzo: abbiamo il dovere di investire nella nostra identità, nel territorio e nella forza delle nostre tradizioni.
I masciari
Un ringraziamento all’Amministrazione Comunale ed ai tanti amici per l’accoglienza e a tutti coloro che hanno reso possibile questa gioiosa ventiquattresima edizione”.
Marco Zecchinato con il Sindaco di Recoaro
Anche l’ex Governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, ha voluto sottolineare l’importanza di questa manifestazione scrivendo:
“Carri scenografici, gruppi in costume, suoni antichi e richiami che annunciano il risveglio della natura trasformano il paese in un racconto vivente, dove memoria e identità si incontrano. Non è solo una festa, ma un rito collettivo che attraversa il tempo e rinnova il legame con le proprie radici.
Uno dei trattori usati per trainare i carri
Le nostre tradizioni venete sono un patrimonio prezioso da custodire e tramandare. Sono memoria viva, identità condivisa, cultura che racconta chi siamo. Difenderle e valorizzarle significa non perdere ciò che siamo, ma continuare a raccontarlo con l’orgoglio che ci contraddistingue.