Toscana

Un’area verde ricorda Fulco Ruffo di Calabria

L’omaggio ha riunito familiari, autorità civili e militari attorno alla figura dell’asso della Prima guerra mondiale.

Un’area verde ricorda Fulco Ruffo di Calabria

Il 25 agosto 2026, a Forte dei Marmi, si è svolta la commemorazione per l’ottantesimo anniversario della scomparsa di Fulco Ruffo di Calabria, medaglia d’oro al valor militare ed eroe dell’aviazione italiana durante la Prima guerra mondiale. Al termine della cerimonia, uno spazio verde pubblico è stato ufficialmente dedicato all’aviatore.

La cerimonia e la targa commemorativa

Ospiti d’onore dell’iniziativa sono stati la principessa Astrid del Belgio e il principe Fulco Ruffo di Calabria, entrambi nipoti diretti dell’aviatore e suoi omonimi nella famiglia. A fare gli onori di casa sono stati il sindaco Bruno Murzi e il presidente della Fondazione Villa Bertelli, Ermindo Tucci.

Nel corso dell’evento è stato letto anche un messaggio inviato dal ministro della Difesa Guido Crosetto. Il momento centrale è stato lo scoprimento della targa dedicata a Ruffo di Calabria, accompagnato dagli onori militari e dalla deposizione di una corona d’alloro. Alla parte commemorativa è seguita una conferenza dedicata alla figura e alla vicenda militare dell’aviatore.

L’esperienza nella Grande Guerra

Nato a Napoli nel 1884 e morto a Ronchi nel 1946, Fulco Ruffo di Calabria fu un asso dell’aria e compagno di squadriglia di Francesco Baracca. Alla sua attività durante il conflitto sono attribuiti venti abbattimenti di velivoli nemici, risultato che lo rese una delle figure più note dell’aviazione italiana dell’epoca.

Tra gli episodi ricordati durante la commemorazione c’è l’azione del 20 luglio 1917, per la quale ricevette la medaglia d’oro al valor militare. Con il motore in avaria e senza il sostegno della propria formazione, affrontò cinque aerei avversari: ne colpì due e costrinse gli altri a ritirarsi.

Dopo la guerra Ruffo di Calabria rimase in servizio nei reparti di cavalleria fino al 1925. In seguito lasciò la carriera militare per occuparsi delle proprietà di famiglia e della guida della società italo-belga già attiva in Africa. Fu inoltre nominato senatore del Regno d’Italia. La nuova intitolazione a Forte dei Marmi si inserisce nel programma di iniziative dedicate a conservarne la memoria storica e il ruolo nella storia dell’aviazione.