L’Università degli Studi di Sassari celebra gli 80 anni dalla fondazione della Facoltà di Agraria, oggi Dipartimento di Agraria, con un calendario di incontri dedicati alla storia dell’istituzione e alle trasformazioni del settore agroalimentare. Il programma si sviluppa tra ottobre e novembre e mette in relazione il percorso accademico dell’Ateneo con le sfide economiche, ambientali e sociali che interessano l’agricoltura e le comunità rurali della Sardegna.
Il momento centrale è previsto venerdì 30 ottobre, dalle 9, nell’Aula Magna di Palazzo Segni, sede del Dipartimento in viale Italia 39/A a Sassari. Alla cerimonia parteciperanno rappresentanti delle istituzioni, docenti, studenti, laureati e figure che hanno contribuito alla storia dell’Agraria sassarese. L’incontro sarà dedicato al contributo della Facoltà alla formazione di professionisti, alla ricerca scientifica e allo sviluppo del sistema agricolo e produttivo dell’Isola.
La cerimonia tra storia e prospettive
La giornata si aprirà con i saluti del rettore Gavino Mariotti, del sindaco della Città Metropolitana di Sassari Giuseppe Mascia, del direttore del Dipartimento Ignazio Floris, dell’assessore regionale dell’Agricoltura Francesco Agus, delegato dalla presidente Alessandra Todde, di Aldo Salaris, vicepresidente del Consiglio regionale della Sardegna e delegato del presidente dell’Assemblea, e dell’assessore regionale agli Enti locali, Finanze e Urbanistica Francesco Spanedda.
Il programma proseguirà con gli interventi dedicati al rapporto tra la Facoltà e l’agricoltura sarda. Il professor Roberto Furesi parlerà dell’evoluzione del mondo rurale e produttivo dell’Isola, mentre Giuseppe Pulina e Fabio Madau si soffermeranno, rispettivamente, sui temi della zootecnia e sul percorso di studenti e laureati in Agraria negli ultimi vent’anni. Saranno inoltre presentate testimonianze e ricordi legati alle persone e alle scelte che hanno definito l’identità dell’istituzione.
Laura Manunta ricorderà il generale Gavino Manunta Martinez, donatore dell’area di Nostra Signoredda, mentre Giovanni Maciocco ripercorrerà il progetto della nuova Facoltà di Agraria. Sono previsti anche gli interventi di Salvatore Mura, dedicato ad Antonio Segni e alla fondazione della Facoltà, di Giuseppe Pisanu ed Elisabetta Falchi, insieme alle testimonianze del rettore emerito Alessandro Maida e del rettore eletto Omar Chessa. Le conclusioni, fissate alle 12.50, saranno affidate a Giorgio Salvitti, senatore, delegato ministeriale e consigliere politico del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste.
Ricerca, sostenibilità e biodiversità
Accanto alla cerimonia istituzionale, il calendario propone altri appuntamenti su ricerca, sostenibilità e innovazione. Dopo i pre-eventi del 16 e del 23 ottobre, il 6 novembre, dalle 9 alle 13, l’Aula Magna Antonio Segni ospiterà la conferenza Coltivare il futuro, con il professor Bruno Basso, docente della Michigan State University e studioso dei processi che regolano i cicli dell’acqua, del carbonio e dell’azoto negli ecosistemi agricoli.
L’incontro affronterà l’adattamento ai cambiamenti climatici, l’uso efficiente delle risorse e il ruolo delle tecnologie digitali nella trasformazione dei sistemi produttivi. Il 13 novembre, sempre dalle 9 alle 13, il convegno dedicato all’agro-biodiversità analizzerà invece il valore delle risorse genetiche vegetali, la tutela del patrimonio naturale, le specie neglette e le opportunità economiche legate alla biodiversità agricola in Sardegna.
La giornata conclusiva comprenderà anche la cerimonia di intitolazione del Centro per la Biodiversità Vegetale alla memoria della professoressa Innocenza Chessa, ricordata per il suo impegno nella ricerca, nella conservazione e nella valorizzazione del patrimonio vegetale sardo. Nel complesso, il programma punta a rileggere il ruolo dell’Agraria sassarese non soltanto attraverso la memoria, ma anche alla luce delle esigenze di sostenibilità, innovazione e resilienza che interessano il futuro del comparto agroalimentare.