La Chiesa di Sant’Agostino a San Martino di Petrella Salto si prepara a riaprire simbolicamente alla comunità dopo la conclusione dei lavori di restauro. La presentazione degli interventi è in programma venerdì 30 ottobre, alle 17, con un appuntamento rivolto ai cittadini e dedicato al recupero di uno degli edifici legati alla storia religiosa e culturale del territorio del Cicolano.
L’iniziativa è promossa dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti. L’organizzazione è affidata al parroco don Victor Antony Raj, in collaborazione con l’Associazione Civica San Martino APS. L’incontro consentirà di illustrare le attività svolte e di condividere con la comunità gli esiti del cantiere.
Il recupero dell’edificio
Nel corso della presentazione interverranno Lisa Lambusier, soprintendente, Giuseppe Cassio, funzionario storico dell’arte e direttore dei lavori, Monica Sabatini, funzionaria restauratrice e progettista, e Cristiana De Lisio, in rappresentanza dell’impresa incaricata dell’esecuzione. Gli interventi hanno riguardato il recupero e la valorizzazione delle caratteristiche storiche e artistiche dell’edificio, oltre che delle opere custodite al suo interno.
La conclusione del restauro viene presentata come un’occasione per riportare l’attenzione su un luogo significativo per la storia, la fede e l’identità locale. La chiesa costituisce infatti una testimonianza del patrimonio storico e culturale di San Martino, all’interno del territorio di Petrella Salto, e il momento pubblico è stato pensato per favorirne la riscoperta da parte dei residenti.
La celebrazione religiosa
Al termine della presentazione, alle 17.45, sono previste la benedizione dell’ambone restaurato e la celebrazione della Santa Messa. La funzione sarà presieduta da monsignor Vito Piccinonna, vescovo della Diocesi di Rieti.
Don Victor Antony Raj e l’Associazione Civica San Martino APS sottolineano la soddisfazione della comunità per la conclusione delle opere e l’importanza di valorizzare il patrimonio storico, artistico e religioso del territorio. L’appuntamento del 30 ottobre unirà quindi la presentazione tecnica dei lavori alla celebrazione liturgica, segnando la riapertura simbolica della chiesa alla comunità.