Risate, musica e inclusione hanno accompagnato la conclusione del progetto Nyco, con l’evento Una città per amare ospitato domenica scorsa a Castelraimondo. Sul palco si sono alternati il comico Giobbe Covatta, l’Orchestra parallela di Civitanova e gli allievi coinvolti nel percorso.
L’appuntamento è stato costruito come un racconto musicale dedicato alle persone in viaggio e al cammino verso una città capace di accogliere. I brani eseguiti e cantati dall’Orchestra parallela e dai partecipanti al progetto hanno sviluppato il tema della condivisione, mettendo al centro la possibilità per ciascuno di esprimersi e di sentirsi parte di una comunità.
Un percorso tra musica e partecipazione
La presenza di Giobbe Covatta ha arricchito il pomeriggio conclusivo del Nyco, affiancando alla componente musicale momenti di comicità e intrattenimento. L’iniziativa ha riunito sullo stesso palco persone con ruoli e percorsi diversi, secondo una formula nella quale il lavoro collettivo diventa parte integrante dell’esibizione.
Il sindaco Patrizio Leonelli ha definito l’accoglienza dell’evento un motivo di gioia per Castelraimondo. Nel suo intervento ha richiamato i valori di rispetto, partecipazione e attenzione alle persone, ringraziando quanti hanno contribuito alla realizzazione della giornata e sottolineando il lavoro svolto durante le prove e nella costruzione delle relazioni tra i partecipanti.
Il messaggio delle istituzioni
Anche l’assessore alla Cultura Valeria Lucarini ha evidenziato il ruolo della cultura nel creare legami e occasioni di incontro. Secondo l’assessore, ogni brano dell’appuntamento ha contribuito a una storia condivisa, nella quale le voci dei diversi protagonisti hanno trovato uno spazio comune.
L’assessore alle Politiche Sociali Ilenia Cittadini ha collegato il funzionamento dell’orchestra a quello di una comunità: strumenti diversi devono ascoltarsi, rispettare i tempi e lasciare spazio agli altri per raggiungere l’armonia. Il messaggio affidato all’iniziativa è che l’inclusione si realizza quando ogni persona può riconoscere il valore del proprio contributo e percepire di avere un posto nei servizi, negli spazi di incontro e nella vita quotidiana.