La Spezia (SP)

Le vele d’epoca riportano alla Spezia la storia della grande nautica

Dal 9 all’11 ottobre, il porticciolo De Benedetti ha ospitato scafi d’annata tra regate, traversate e tradizione marinara

Dal 9 all’11 ottobre, il porticciolo De Benedetti di Assonautica, alla Spezia, ha ospitato la sesta edizione delle Vele d’epoca alla Morin. In banchina sono state riunite imbarcazioni costruite tra gli anni Venti e gli anni Novanta, protagoniste di regate, traversate oceaniche, attività formative e progetti dedicati all’accessibilità.

Ogni scafo conserva una vicenda legata al cantiere, al progettista o agli armatori che lo hanno condotto nel tempo. Tra gli esemplari più noti c’era Eilean, yacht progettato nel 1936 da William Fife III e costruito in Scozia da Fife & Son. Lungo oltre 22 metri e dotato di due alberi, ha compiuto 36 traversate dell’Atlantico ed è comparso nel 1982 nel videoclip di Rio dei Duran Duran. Recuperato nel 2006 in condizioni di abbandono da Officine Panerai, è stato restaurato a Viareggio.

Le imbarcazioni e le regate

Tra le presenze della rassegna anche Ojalà II, costruita nel 1973 in alluminio dal cantiere olandese Royal Huisman su progetto di Sparkman & Stephens. Il nome deriva dalla risposta scherzosa del primo armatore, Charles Holland, alle domande degli amici sull’acquisto della barca dei suoi sogni. Oggi lo yacht è condotto dalla figlia Susan e ha attraversato due volte l’Atlantico, nel 1977 e nel 1978.

La Stella Polare, nave-scuola della Marina Militare varata nel 1965, è stata utilizzata per la formazione degli ufficiali. Nel suo palmarès figurano la vittoria alla Giraglia del 1966, con un record rimasto imbattuto per diciotto anni, e il successo nella regata transatlantica del 1968 da Hamilton, alle Bermuda, a Travemünde, in Germania. Presenti anche Onfale, vincitrice della Giraglia nel 1963, e Sandra, uno dei sei sloop bermudiani progettati da Cesare Sangermani nel 1972.

Più antica è Margaret, costruita nel 1926 su progetto di Johan Anker. Dopo aver gareggiato nelle acque del Clyde, passò alla famiglia Ballantine e fu condotta per tre generazioni. Arrivata in Italia nel 2003, è stata sottoposta a un restauro filologico presso il cantiere Pezzini di Viareggio. Alla Marina Militare era legato anche Grifone, yacht della classe 5,50 S.I. realizzato nel 1963 in vista della partecipazione di Agostino Straulino ai Giochi olimpici di Tokyo del 1964.

Tradizione e accessibilità

La rassegna ha raccontato anche l’evoluzione tecnica della vela attraverso Artica II, varata nel 1956 con strutture in alluminio, fasciame in mogano e timone separato dalla chiglia. Lo yacht ottenne risultati in diverse competizioni internazionali. Zigoela ha invece rappresentato la tradizione dei leudi liguri, imbarcazioni in legno con vela latina utilizzate in passato per il trasporto delle merci e, in alcuni casi, per la pesca.

Un capitolo specifico è stato dedicato alle soluzioni per rendere la navigazione accessibile. Tornavento, costruita nel 1997, è stata progettata per consentire l’accesso anche a una persona in carrozzina e dispone di propulsione elettrica. Nel 2023 Marco Tornavento e Igor Macera hanno affrontato il Giro d’Italia a vela, percorrendo 1.700 miglia con il progetto Navigare oltre i limiti. Caratteristiche analoghe sono presenti anche su Cadamà, ketch in legno costruito alla Spezia nel 1971.

Completavano il gruppo Greylag, Gazell, Penelope, Chaplin e Sula, ciascuna con una propria storia costruttiva e sportiva. Nel complesso, le imbarcazioni riunite alla Morin hanno documentato quasi un secolo di progettazione, competizioni e conservazione del patrimonio marittimo, mostrando il legame tra tecnica, memoria e identità del Golfo dei Poeti.