La comunità di Sestino si prepara a celebrare la riapertura al culto della Pieve di San Pancrazio, al termine di un articolato intervento di consolidamento e restauro. Il programma prevede alle 17.30 una Messa solenne presieduta dal vescovo Andrea Migliavacca, alla presenza delle autorità civili e militari locali.
Dopo il momento di preghiera e il rito di riapertura sono previsti i saluti istituzionali e la presentazione tecnica e artistica dei lavori. Interverranno il sindaco Franco Dori e rappresentanti della Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.
Il vescovo Andrea Migliavacca ha espresso soddisfazione per un intervento che coinvolge l’intera comunità di Sestino e il territorio circostante, ringraziando quanti hanno contribuito alla sua realizzazione. Il complesso monumentale sorge in un’area a elevata sismicità ed è stato più volte interessato da terremoti.
Un intervento sulle cause del dissesto
Il sisma del 3 giugno 1781 rase quasi completamente al suolo l’antica struttura, imponendo una ricostruzione che semplificò drasticamente le forme originarie. Dopo il terremoto del 1997 furono eseguiti interventi di riparazione e miglioramento sismico tra il 2000 e il 2002, rivelatisi però insufficienti nel lungo periodo.
Le opere precedenti non avevano infatti risolto i problemi legati al dissesto delle fondazioni né quelli connessi all’eterogeneità e al degrado degli orizzontamenti. Il quadro fessurativo risultava differenziato tra il corpo della chiesa e gli ambienti della canonica. Da qui la necessità di un intervento complessivo, basato su una diagnosi delle cause profonde del problema.
I lavori, finanziati con fondi PNRR per 940.000 euro, sono stati avviati il 2 luglio 2026. Responsabile unico del progetto è stato il soprintendente Gabriele Nannetti, con Federico Salvini come assistente RUP. La progettazione è stata affidata a VMD Engineering Srl; il coordinamento della sicurezza in fase progettuale è stato curato da Dario Bergamaschi, mentre la verifica della progettazione è stata svolta da Donatella Grifo e Ada Salvi.
Le testimonianze storiche della Pieve
La strategia di recupero è stata sviluppata dal basso verso l’alto, così da evitare che gli interventi sulle strutture in elevazione fossero compromessi da nuovi cedimenti. Le opere hanno riguardato la stabilizzazione del sistema fondazione-terreno, il risanamento e il rinforzo delle murature, oltre al recupero e all’armonizzazione dei solai lignei della chiesa e della canonica.
La Pieve romanica conserva testimonianze di epoche diverse. L’edificio sorge sui resti di un’antica curia romana e presenta tracce di una primitiva chiesa battesimale, con numerose sepolture. Al suo interno si trova una cripta di epoca bizantina, databile tra il VII e l’VIII secolo, con un capitello barbarico e reperti altomedievali.
Della struttura originaria restano integri soprattutto l’abside e alcune parti di architetture stratificate. Un cippo romano in marmo con dedica al Genius curiae, datato al 375 dopo Cristo, e un monolite arenario con l’iscrizione della riconsacrazione del 17 agosto 1259 costituiscono rispettivamente il piede e la mensa dell’altare maggiore. Nell’abside romanica è inoltre custodito un Crocifisso ligneo.
Cinque secoli fa San Pancrazio fu eretta a chiesa Nullius, diventando un piviere autonomo, non dipendente da una diocesi ma direttamente dal Papa. La sua influenza si estese fino a comprendere 60 tra parrocchie, cappelle e monasteri, contribuendo a rafforzare l’identità locale e il ruolo di Sestino come riferimento per il territorio.