Grosseto (GR)

Grosseto, memoria e soccorsi a 60 anni dall’alluvione

Esposizioni, filmati e riconoscimenti ripercorrono la tragedia del 1966 e l’impegno dei pompieri accanto alla popolazione.

Grosseto si prepara a ricordare, a sessant’anni di distanza, l’alluvione che il 4 novembre 1966 colpì la città e vaste aree della Toscana. Il programma delle iniziative è stato presentato nella sala del Consiglio comunale e prevede mostre fotografiche, testimonianze, documenti storici e una manifestazione dedicata al lavoro svolto dai Vigili del Fuoco durante l’emergenza.

Il principale appuntamento sarà venerdì 6 novembre, dalle 11 alle 13.30, al teatro degli Industri, con l’iniziativa 1966-2026. L’alluvione. I Vigili del Fuoco con la loro città, promossa dal Comando provinciale dei Vigili del Fuoco insieme all’amministrazione comunale. La mattinata comprenderà gli interventi delle autorità, proiezioni, simulazioni di soccorso e l’esibizione della banda del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco.

Il riconoscimento ai soccorritori

Nel corso della presentazione sono stati consegnati attestati di benemerenza al Comando provinciale dei Vigili del Fuoco e alla famiglia di Ferdinando Davitti, cittadino grossetano che durante l’alluvione collaborò con una squadra di soccorso. Abile nuotatore, Davitti contribuì a portare i vigili in un luogo sicuro, mettendo a disposizione le proprie capacità in una fase particolarmente difficile.

Il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna ha sottolineato il valore della collaborazione tra la comunità e il Corpo, ricordando come i Vigili del Fuoco siano stati accanto alla città nel 1966 e continuino a rappresentare un punto di riferimento nelle emergenze. Il presidente del Consiglio comunale Fausto Turbanti ha invece indicato la vicenda di Davitti come un esempio di senso civico e solidarietà.

Secondo il comandante provinciale Roberto Bonfiglio, l’esperienza dell’alluvione contribuì all’evoluzione organizzativa e operativa del Corpo nazionale, impegnato da allora non solo negli incendi, ma anche negli interventi legati all’acqua, ai crolli e alle calamità. Per l’intera giornata del 6 novembre, piazza Duomo e piazza Dante ospiteranno un’esposizione statica di mezzi storici e moderni, mentre nel foyer del teatro sarà allestita una mostra con immagini dell’Archivio Foto Gori.

Mostre e documenti in città

Il calendario si apre il 2 novembre con una mostra fotografica diffusa nelle attività commerciali del centro storico. Il progetto, realizzato dall’agenzia fotografica BF in collaborazione con CentriAmo Grosseto e con il contributo di Banca Tema, porterà nelle vetrine immagini dedicate ai luoghi e alle persone colpite dall’acqua e dal fango. L’esposizione resterà visibile fino al 22 novembre.

Dal 5 al 22 novembre, il Polo culturale Le Clarisse ospiterà nel Chiostro del Pozzo la mostra I 60 dal ’66, con fotografie dedicate alla portata della catastrofe e alle conseguenze sulla vita cittadina. Dal 7 novembre al 31 dicembre, il Museo archeologico e d’arte della Maremma proporrà invece gli scatti dell’Archivio fotografico dei fratelli Gori, che documentano strade sommerse, soccorsi e attività quotidiane paralizzate dall’acqua limacciosa.

Martedì 3 novembre alle 17, nella sala conferenze del Museo di storia naturale della Maremma, sarà presentata la ristampa del volume I giorni del fango, scritto da Claudio e Giacomo Bottinelli. Il libro raccoglie interviste, documenti, fotografie, atti amministrativi e la sentenza relativa all’inchiesta giudiziaria sull’alluvione. A seguire è previsto un intervento del Genio civile Toscana Sud sui lavori realizzati lungo gli argini dell’Ombrone e sulla gestione del rischio idraulico.