Viterbo (VT)

Dies natalis rientra nei capannoni dopo l’esposizione a Viterbo

La serata conclusiva ha richiamato numerosi residenti, prima delle operazioni curate dai tecnici della ditta Fiorillo.

È iniziato dalle parti più alte il 14 settembre lo smontaggio di Dies natalis, la Macchina di santa Rosa ideata dall’architetto Raffaele Ascenzi. I tecnici della ditta Fiorillo sono saliti sui cestelli elevatori per avviare la rimozione dei moduli e preparare il trasferimento della struttura dal centro di Viterbo al deposito.

Le operazioni sono partite con qualche ora di ritardo a causa di problemi a un macchinario. La scelta è stata quella di intervenire inizialmente sulla sommità della costruzione e di procedere poi verso il basso, mettendo in sicurezza ogni singolo elemento prima del trasporto. I componenti principali dell’intelaiatura vengono sezionati e caricati sui pianali dei mezzi pesanti.

Il trasferimento verso il deposito

Una volta completate le operazioni di smontaggio, le parti della Macchina vengono trasportate nei capannoni di strada Tuscanese. Qui Dies natalis resterà nei prossimi mesi, dopo la terza esposizione che ha accompagnato il tradizionale appuntamento dedicato a santa Rosa.

Il lavoro dei tecnici procede per fasi, con i blocchi superiori già portati a terra e i viaggi verso il deposito programmati fino al pomeriggio. L’area del santuario torna così progressivamente alla sua fisionomia abituale, mentre vengono rimosse le componenti della struttura e ripristinati gli spazi interessati dall’esposizione.

L’ultimo saluto alla Macchina

L’avvio dello smontaggio è arrivato poche ore dopo l’ultimo saluto a Dies natalis. Nella serata del 13 settembre, il sagrato ha ospitato la consueta distribuzione delle pennette, organizzata per accompagnare la conclusione della presenza della Macchina.

Per l’occasione sono stati preparati due quintali di mezze maniche e un quintale di sugo. La distribuzione ha richiamato numerosi viterbesi: la fila per ritirare il piatto caldo partiva da metà di via Santa Rosa e arrivava fino ai piedi del traliccio, seguendo un percorso ordinato.

Durante la serata, il personale della polizia locale ha controllato la viabilità della zona e l’accesso pedonale, con l’obiettivo di evitare problemi alla circolazione. Conclusi i momenti pubblici e avviato lo smontaggio, la struttura lascia quindi l’area del santuario per tornare nei capannoni dove sarà conservata nei prossimi mesi.