Sabato 5 settembre le vie di Domodossola ospiteranno una manifestazione dedicata alla memoria delle vittime palestinesi della guerra a Gaza. Al centro del corteo ci sarà un grande Sudario, realizzato come simbolo di denuncia civile e di memoria collettiva, nato dalle mobilitazioni promosse in Italia per richiamare l’attenzione sulla situazione nella Striscia.
Il significato dell’iniziativa è stato illustrato da don Renato Sacco, esponente di Pax Christi e parroco vicario a Villadossola. Il sacerdote ha spiegato che il telo, pur pesando fisicamente circa dodici chilogrammi, rappresenta un peso molto più grande per la coscienza collettiva. Gli organizzatori sostengono che portarlo in corteo serva a non dimenticare le vittime e a mantenere l’attenzione su una crisi che definiscono un genocidio.
Il percorso e gli interventi
L’appuntamento è fissato alle 16 a Largo Madonna della Neve, dove verranno presentate le ragioni della manifestazione. Sono previsti gli interventi di tre giovani, due dei quali palestinesi, seguiti da due minuti di silenzio, da alcune letture e da brani eseguiti con violino e tromba.
Il corteo raggiungerà quindi piazza Matteotti e farà ritorno con una sosta davanti al municipio. L’iniziativa si concluderà nuovamente a Largo Madonna della Neve, con la lettura di poesie e altri interventi musicali. Alla manifestazione hanno aderito parrocchie, associazioni e comitati, tra cui Ferma il riarmo Ossola, Ossola per la Palestina, Presidio permanente per la Palestina Verbania e Carnia per la Pace.
I nomi riportati sul telo
Il Sudario misura 25 metri per 7,30 e riporta i nomi di 18.457 bambini uccisi a Gaza fino al 10 novembre 2025, secondo quanto riferito dagli organizzatori. Nel corso della presentazione è stato sottolineato che il numero sarebbe destinato ad aumentare alla luce del bilancio complessivo delle vittime.
Per i promotori, l’iniziativa vuole restituire dignità ai morti e mantenere accesa l’attenzione sulla condizione della popolazione palestinese, descritta come privata di tutto e segnata dalla distruzione di interi nuclei familiari. Sergio Marinari ha inoltre denunciato quella che considera l’impunità dello Stato di Israele e la responsabilità del Governo italiano, accusato di continuare a commerciare con Israele.
Don Sacco ha infine motivato la scelta di concentrare l’attenzione su Gaza sostenendo che essa rappresenti il simbolo di tutte le guerre. Nel suo intervento ha criticato la politica del governo guidato da Benjamin Netanyahu, ricordando il mandato di cattura emesso nei suoi confronti, e ha contestato la prosecuzione dei rapporti economici tra Italia e Israele, compresi quelli legati alla cybersicurezza.