Con un messaggio rivolto ai partecipanti, Re Carlo III ha ricordato Carlo Petrini in occasione dell’apertura della
Il ricordo degli incontri
Nel testo, Carlo III rievoca gli anni della conoscenza con Petrini e, in particolare, una cena in un ristorante Slow Food di Firenze, dove l’esponente piemontese lo aveva accompagnato insieme a un vecchio amico. Il sovrano descrive quell’esperienza come un momento di grande convivialità, ricordando le risate e l’atmosfera legata ai valori del movimento gastronomico.
Ogni incontro con Petrini, prosegue il messaggio, avrebbe lasciato un’impronta profonda grazie alla sua passione, alla sua umanità e al suo umorismo. Carlo III ricorda anche l’ultima occasione in cui i due si sono incontrati, a Ravenna, durante la visita di Stato compiuta in Italia lo scorso anno. In quella circostanza Petrini gli presentò alcune delle persone impegnate a mantenere viva la tradizione italiana dello slow food.
Biodiversità e futuro
Per il sovrano, Petrini rappresentava il buon senso, l’umanità e i valori civili di cui il mondo ha bisogno. La sua scomparsa, si legge nel messaggio, non ha cancellato il lascito del suo lavoro: la sua eredità resta più viva che mai. Carlo III ricorda inoltre l’invito ricevuto nel 2004 a partecipare al primo incontro di Terra Madre, un’esperienza che definisce indimenticabile e capace di lasciargli una forte impressione.
Nel passaggio dedicato all’edizione in corso, il re evidenzia l’importanza della biodiversità come fondamento della natura. Secondo il messaggio, la tutela della varietà degli ecosistemi sostiene non solo il cibo buono, pulito e giusto promosso dagli aderenti a Slow Food, ma anche l’equilibrio necessario alla vita e alla prosperità.
Carlo III conclude esortando i partecipanti a mantenere ambizione e fiducia, richiamando una frase attribuita a Petrini: «Chi semina utopia raccoglie realtà». Il sovrano si augura infine che lo spirito dell’ex presidente di Slow Food accompagni i lavori di Terra Madre e che l’incontro possa produrre risultati concreti.