Torino (TO)

Al Politecnico di Torino la sfida dei ponti di spaghetti

Studenti assemblano strutture con pasta e adesivo: vince chi sostiene più peso

Costruire un ponte usando soltanto pasta e colla, con l’obiettivo di sostenerne il maggior peso possibile. È la regola della Spaghetti Bridge Challenge, competizione nata e particolarmente diffusa in Canada, arrivata anche al Politecnico di Torino. L’ateneo piemontese punta a trasformare l’iniziativa in un appuntamento annuale e a diventare un punto di riferimento nazionale per questa particolare gara.

A introdurre la competizione è stato Giorgio Zavarise, docente di Ingegneria strutturale ed edile. Il professore aveva conosciuto la sfida in un ateneo del Salento e, dopo averne sperimentato il valore didattico, l’ha portata con sé al Politecnico. L’edizione di quest’anno si è già svolta, ma l’obiettivo è riproporla anche in futuro coinvolgendo un numero crescente di studenti.

Le regole della gara

Si può partecipare da soli, in coppia o in gruppi di tre. Ogni concorrente o squadra ha a disposizione al massimo un chilogrammo di pasta, del formato preferito, e deve realizzare una struttura lunga un metro. Al centro del ponte viene fissato un gancio che applica progressivamente una trazione verso il basso, fino alla rottura. A vincere è il manufatto capace di sopportare il carico maggiore.

La preparazione richiede diverse fasi: la pasta viene tagliata, sagomata con carta vetrata, modellata e infine incollata. Federico Silvestri, studente e leader del team che ha organizzato l’evento, ha spiegato che il lavoro non riguarda soltanto la resistenza, ma anche l’aspetto estetico delle strutture. Tra i formati più adatti, secondo gli studenti, ci sono spaghetti e rigatoni, mentre le penne si sono rivelate meno efficaci per la loro forma diagonale.

Il risultato e il record internazionale

La competizione torinese ha attirato studenti con percorsi diversi e ha richiesto anche un investimento significativo per acquistare l’attrezzatura necessaria a misurare la resistenza, il cui costo può raggiungere alcune migliaia di euro. Tra i nomi scelti per le squadre figuravano Impalcato al ragù, AlDente Bridge, Il ponte sullo stretto e Tony Spaghettony.

Il primo posto è andato al team Basta al pesto, composto da Mattia Pitzalis, Federico Demignatta e Giacomo Tamburi, iscritti rispettivamente a Ingegneria civile, Ingegneria meccanica e Architettura. Il loro ponte ha retto 38 chilogrammi, circa quattro volte il peso della struttura. Il risultato è ancora lontano dal record internazionale, stabilito in Canada con un ponte capace di sostenere 466 chilogrammi.

I vincitori hanno raccontato di essersi avvicinati alla gara quasi per gioco e di aver lavorato per circa due settimane, compatibilmente con gli impegni universitari. Negli ultimi giorni, il gruppo è arrivato a dedicare al progetto le ore comprese tra le 8.30 e le 21. Per Zavarise, l’esperienza permette di osservare il comportamento di una struttura reale e di apprendere sul campo principi che non sempre possono essere trasmessi soltanto attraverso le lezioni.