Settantasei persone hanno partecipato ad Alfonsine a una singolare iniziativa organizzata per Halloween da un’agenzia di pompe funebri. L’attrazione prevedeva di salire su un carro funebre e di entrare, da vivi, in una bara foderata di velluto, per vivere qualche istante all’insegna del brivido e dell’ironia. L’iniziativa, gratuita, ha attirato uomini, donne e bambini, ma ha anche diviso l’opinione pubblica locale.
La proposta delle Pompe funebri Fenati non è passata inosservata, soprattutto per il legame tra l’attrazione e l’attività professionale dell’impresa, che accompagna le famiglie nei momenti di lutto. Sui social alcuni utenti hanno giudicato l’idea di cattivo gusto e inadatta a chi svolge quel ruolo, sostenendo che potesse urtare la sensibilità delle persone che avevano affrontato di recente la perdita di un familiare.
Il bilancio dell’organizzatore
A tracciare il bilancio è stato Giorgio Fenati, titolare dell’impresa e ideatore della serata. In un post ha definito l’evento un successo, riferendo di aver fatto salire sulla struttura 76 partecipanti e di aver distribuito gratuitamente gadget, fino a esaurirli. Fenati ha inoltre ringraziato le testate giornalistiche e i social per la visibilità ottenuta dalla festa, replicando alle critiche con toni ironici.
Il confronto aveva preso forma già prima della festa. A difendere l’iniziativa era intervenuto anche il sindaco di Alfonsine, Riccardo Graziani, mentre la locale Democrazia Cristiana aveva espresso forti obiezioni sull’uso di un carro funebre come attrazione di intrattenimento. Al centro della contestazione c’era il contrasto tra il carattere ludico della serata e il significato abitualmente associato a bara e veicolo funebre.
Le reazioni sui social
Le reazioni online hanno seguito due direzioni opposte. Da una parte sono comparsi commenti duri, con accuse di squallore e cattivo gusto; dall’altra, diversi partecipanti o osservatori hanno definito la trovata originale e geniale, distinguendo l’evento di Halloween dal lavoro quotidiano dell’impresa. Alcuni hanno ricordato che la ricorrenza è tradizionalmente legata anche al gioco con la paura, il macabro e l’irriverenza.
Non sono mancate le battute sulla fila davanti al carro funebre e sul fatto che l’esperienza si sia conclusa dopo pochi istanti con il ritorno alla normalità. Tra indignazione, curiosità e ironia, l’iniziativa ha quindi ottenuto una partecipazione significativa e ha alimentato un dibattito sul confine tra provocazione festosa e rispetto per il dolore. Per i 76 partecipanti si è trattato di una prova simbolica; per l’organizzatore, anche di un’occasione per trasformare la discussione in una vetrina per l’attività.