Piemonte

Ad Alba nuove piante e diplomi per i tartufai professionali

L'iniziativa regionale apre il programma dedicato alla tutela dei boschi, alla formazione e alla gestione delle aree vocate

Sabato 10 ottobre, ad Alba, prende il via la terza edizione di Tuber Next Gen, l’iniziativa promossa dalla Regione Piemonte e dalla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba insieme al Centro Nazionale Studi Tartufo. L’appuntamento si terrà nella Sala Riolfo del Cortile della Maddalena, nel giorno di apertura della 96ª Fiera, e sarà dedicato alla gestione delle tartufaie naturali e coltivate, alla diffusione di nuove piante e alla formazione degli operatori.

Il programma prevede alle 14 la messa a dimora, nel parco di San Cassiano, di piante prodotte nei vivai forestali regionali. Alle 15.30 inizierà il convegno, mentre alle 17.20 è prevista la consegna dei primi cinque diplomi a tartufai professionali che hanno completato il corso di 16 ore organizzato da Apro Formazione e curato da Mauro Carbone e dai collaboratori del Centro Nazionale Studi Tartufo.

Dalle carte ai boschi

Il tema scelto per questa edizione è Dalle carte ai boschi: attivare buone pratiche. Il percorso si collega agli Stati generali della tartuficoltura svolti ad Alba nel dicembre 2024 e alle misure avviate dalla Regione. Tra queste figurano il posticipo dell’apertura della raccolta all’inizio di ottobre, il censimento di oltre 24 mila piante produttive in 41 Comuni e il programma per recuperare le tartufaie in declino.

Le nuove Carte di attitudine dei suoli elaborate da IPLA indicano, nel solo Cuneese, 87 mila ettari potenzialmente idonei alla produzione di tartufo bianco, il 24 per cento in più rispetto alle stime precedenti. Sono inoltre 13 i nuovi Comuni riconosciuti. Nel 2026 la Regione ha destinato complessivamente 475 mila euro al settore, che conta oltre 5 mila trifolau e 22 fiere in programma tra ottobre e dicembre.

L’assessore regionale alla Tartuficoltura Marco Gallo ha spiegato che l’obiettivo è mettere al centro la pianta, oltre al prodotto, coinvolgendo trifolau, Comuni, proprietari dei terreni e nuovi operatori formati. Nel Cuneese, ha aggiunto, 36 mila ettari un tempo vocati sono stati persi a causa dell’urbanizzazione, mentre siccità e abbandono dei terreni hanno inciso sulle ultime stagioni. Ai proprietari viene richiesto un impegno di cinque anni per la conservazione delle piante, mantenendo la libera cerca.

I sostegni e le prossime tappe

Tra gli strumenti regionali figura l’indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno, aperta il 2 ottobre con una dotazione di 306.810 euro. La misura è rivolta ai proprietari o possessori di terreni con piante riconosciute produttive di tartufo bianco pregiato, che devono conservarle per cinque anni secondo un piano di coltura e garantire la libera ricerca e raccolta. Le domande possono essere presentate fino al 15 dicembre 2026. Il contributo annuo massimo è di 20 euro per le querce, 18 euro per pioppi, salici, tigli e carpini e 12,50 euro per il nocciolo.

Un secondo bando, finanziato con 51.380 euro in base alla legge regionale 16/2008, ha sostenuto la salvaguardia e il potenziamento delle tartufaie naturali di Tuber magnatum Pico. La misura, rivolta ad associazioni di tartufai e soggetti pubblici e privati associati, è rimasta aperta dal 9 gennaio all’8 giugno 2026. Il Complemento per lo Sviluppo Rurale 2023-2027 finanzia inoltre la filiera vivaistica forestale e la messa a dimora di piante nelle aree vocate.

Durante il convegno interverranno Antonio Degiacomi, il sindaco di Alba Alberto Gatto, Marco Gallo e il presidente dell’Ente Fiera Axel Iberti. I tecnici della Regione e di IPLA presenteranno gli interventi per gli imboschimenti, la vivaistica e la gestione delle tartufaie. Monteu Roero, Grinzane Cavour e Monforte d’Alba illustreranno i propri progetti, mentre l’Enoteca Regionale del Roero parlerà della distribuzione di 20 piante ai Comuni aderenti. Il ciclo proseguirà con quattro incontri negli istituti agrari e forestali delle province di Asti, Alessandria, Torino e Cuneo.