Si è svolta a Treviso la cerimonia per il 4 novembre, giornata dedicata alle Forze armate. L’appuntamento si è tenuto in piazza della Vittoria, alla presenza dei labari delle associazioni combattentistiche, dei vertici delle forze dell’ordine e delle forze armate, del prefetto Angelo Sidoti, del presidente della Provincia Marco Donadel e di diversi sindaci della Marca.
Alla celebrazione hanno partecipato anche il generale dell’Esercito Giuseppe Canzano e il sindaco di Treviso Mario Conte. Dopo l’alzabandiera e l’esecuzione dell’Inno nazionale, sono state deposte corone di fiori davanti al monumento dedicato ai caduti, in un momento di commemorazione e omaggio a quanti hanno perso la vita al servizio del Paese.
Il richiamo del sindaco ai giovani
Nel suo intervento, Conte ha posto l’accento sulla necessità di ricostruire e rafforzare il patto sociale tra cittadini e istituzioni, fondato sul rispetto, sulla fiducia e sul riconoscimento del ruolo di chi opera ogni giorno per la collettività. Rivolgendosi ai ragazzi e alle ragazze presenti, il sindaco ha indicato nelle Forze armate e nelle Forze dell’ordine un patrimonio comune di valori, tra cui senso del dovere, disciplina, coraggio, solidarietà e disponibilità verso gli altri.
Da qui l’invito a creare sempre più occasioni di incontro e dialogo tra i giovani e le donne e gli uomini in divisa. Secondo il sindaco, conoscere il lavoro svolto dalle istituzioni, le responsabilità assunte e anche l’umanità di chi le rappresenta può contribuire a consolidare il rapporto con la cittadinanza.
Il messaggio del prefetto
Un richiamo ai giovani è arrivato anche dal prefetto Angelo Sidoti, che ha ripreso un tema già affrontato nella precedente celebrazione. Sidoti ha parlato di una società sempre più interconnessa, ma anche più incerta e attraversata da insidie meno visibili, oltre che esposta a condizionamenti legati a prodotti, rappresentazioni e contenuti capaci di proporre visioni distorte e disvalori come modelli.
Il prefetto ha quindi invitato i ragazzi ad affrontare ciò che accade nelle città con capacità critica e maturità di riflessione, impegnandosi e rivendicando le proprie idee attraverso decisioni, iniziative e azioni coerenti con i valori richiamati durante la cerimonia. Sidoti ha però sottolineato che ogni forma di partecipazione deve restare lontana dalla violenza fisica e verbale, definita inutile, inaccettabile e contraria agli stessi principi perseguiti.
Nel finale, il prefetto ha collegato l’omaggio ai caduti all’impegno per la costruzione della pace e del progresso sociale, ricordando i soldati di ieri e di oggi e concludendo con un saluto alle Forze armate e all’Italia.