Domenica 25 ottobre 2026 alle 15.45, piazza Vittoria a Salò ospiterà per il terzo anno consecutivo la manifestazione “Non fare di tutta Salò un fascio”. L’iniziativa è organizzata dal gruppo 27 ottobre, dal circolo Arci Vittorio Zambarda di Salò e dall’Anpi Medio Garda.
Teatro, musica e poesia
Il programma prevede tre momenti principali. Si comincerà con la lettura scenica di Storia di un partigiano, testo scritto per l’occasione da Davide Gelmetti e interpretato dall’attore Pietro Mac Donald. Seguirà un set musicale di Anna Maestri Urdà e Sergio Maestri, con canzoni legate a momenti di sofferenza e riscatto popolare.
La manifestazione proseguirà con la narrazione poetica Solo andata: Salò-Piazza Loggia, affidata all’autore Sergio Leali e accompagnata dalle musiche composte ed eseguite da Marco Leali. Il testo dedicato alla vicenda di un partigiano propone la rappresentazione di un episodio resistenziale immaginato, ma costruito a partire da fatti realmente avvenuti a Salò.
Il significato della ricorrenza
La data è stata anticipata per ragioni logistiche rispetto al 27 ottobre, giornata dalla quale prende origine l’iniziativa e che precede l’anniversario della marcia su Roma del 28 ottobre. Per gli organizzatori, la scelta di proporre l’evento a Salò nasce dalla volontà di esprimere una posizione diversa rispetto a chi celebra annualmente quella ricorrenza, richiamando il peso simbolico assunto dal nome della città a partire dal 1943.
La narrazione di Sergio Leali prende inoltre spunto dalla storia di Vittorio Zambarda, nato a San Felice del Benaco, residente a Salò e vittima della strage di Piazza della Loggia a Brescia. Gli organizzatori collegano il percorso dell’iniziativa anche alla revoca della cittadinanza onoraria a Benito Mussolini, deliberata dall’amministrazione comunale nel 2024.
Attraverso teatro, musica e poesia, il gruppo promotore intende richiamare l’attenzione sui fenomeni autoritari e sull’uso della violenza come strumento di gestione delle differenze politiche e sociali. Il messaggio centrale è che i principi democratici, secondo gli organizzatori, non debbano essere considerati acquisiti una volta per tutte.