Cremona (CR)

A Cremona la sfida per raccontare la ricerca sanitaria

Quindici finalisti presentano nove progetti davanti al pubblico, con un premio di 1.500 euro.

Giovedì 24 settembre alle 17.30, il Cinema Teatro Filo di Cremona ospiterà la finale di Ricercare. La scienza spiegata bene e l’arte di farsi capire, concorso-evento promosso dall’Asst di Cremona nell’ambito della Notte Europea dei Ricercatori. L’ingresso sarà libero.

Sul palco saliranno quindici finalisti, tra infermieri e studenti di fisioterapia, chiamati a presentare nove progetti in pochi minuti. L’obiettivo è tradurre temi specialistici in un linguaggio comprensibile anche a chi non ha una formazione scientifica. A valutare gli interventi non saranno quindi soltanto esperti del settore, ma soprattutto persone comuni, da coinvolgere attraverso una comunicazione chiara ed efficace.

In palio ci sarà un assegno di studio da 1.500 euro, messo a disposizione dagli Amici dell’Ospedale di Cremona Gianni Carutti. L’iniziativa gode inoltre del patrocinio del Comune e della Provincia di Cremona, dell’Università degli Studi di Brescia e degli ordini professionali delle professioni infermieristiche, della fisioterapia, della radiologia medica e delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e della prevenzione.

La selezione dei progetti

Alla prima fase del concorso hanno partecipato sedici progetti, sottoposti a una selezione basata sul valore scientifico dei lavori. La valutazione è stata affidata al professor Daniele Napolitano del Policlinico Gemelli Irccs e al dottor Matteo Guidetti dell’Università degli Studi di Milano. Mattia Bozzetti, della Ricerca e Innovazione in Ambito Assistenziale Dapss, e Roberta Pendoni, del Supporto Processi Trasversali Strategici Dapss, hanno accompagnato i partecipanti nella preparazione.

Per i concorrenti arrivati in finale è iniziata una fase dedicata alla comunicazione. La preparazione, curata da Stefania Mattioli e dallo staff della Comunicazione e relazioni esterne, ha previsto due incontri individuali per lavorare sui testi, costruire una chiave narrativa e scegliere quali contenuti portare sul palco. Il lavoro punta a rendere accessibile il linguaggio specialistico senza ridurre il valore dei temi affrontati.

I temi in gara

I progetti spaziano dalla riabilitazione delle persone con demenza all’anosognosia, dalla formazione tra pari alla salute dei liutai. Sono inoltre affrontati il rapporto tra geni, batteri e alimentazione, il tatuaggio medicale, il legame tra voce e pavimento pelvico e l’evoluzione della fisioterapia negli ultimi cinquant’anni.

In ordine di apparizione, Elisabetta Tosini presenterà Passami il sale, dedicato a geni, batteri e alimentazione nello stomaco. Eleonora Covone e Maurilio Rizzi parleranno di riabilitazione dopo fratture del femore e demenza con Quando le parole non bastano, mentre Silvia Masseroli affronterà il tema della cicatrice in Oltre il se(g)no. Imparare alla pari, di Martina Lotti e Francesco Faini, sarà dedicato agli studenti che insegnano ad altri studenti.

Matteo Mariotto e Marta Patella presenteranno Ma io non sono caduto, sull’anosognosia e sulla negazione della realtà da parte del cervello. Margherita Maglia e Francesca Radaelli si occuperanno del pavimento pelvico in relazione alla voce con La voce che allena. Andrea Bertolani e Marta Braghini ripercorreranno i cambiamenti della fisioterapia in 50 anni di fisioterapia fra una tesi e l’altra.

Completeranno il programma Quello che la cartella clinica non dice, di Beatrice Romani, dedicato alla persona oltre i dati clinici, e Stradivari aveva il mal di schiena?, di Carla Singh e Federico Gargiulo, sul corpo del liutaio tra gesto e prevenzione. L’appuntamento è al Cinema Teatro Filo, in piazza Filodrammatici 4, con ingresso libero.