Tra pochi giorni la tradizione carnevalesca scaligera potrebbe essere messa in discussione da una vertenza giudiziaria. Il Comitato Bacanal del Gnoco ha presentato un ricorso al TAR del Veneto contro il Comune di Verona, chiedendo la sospensione e l’annullamento della delibera comunale che affida ad un altro soggetto l’organizzazione della sfilata clou del Venardi Gnocolar, in programma il 13 febbraio 2026. La sentenza sulla sospensiva attesa mercoledì 28 gennaio 2026 è slittata, lasciando aperto il rischio concreto che l’evento non si possa tenere come previsto.
Uno scontro istituzionale sul cuore del Carnevale
Il Comitato Bacanal del Gnoco, storica associazione legata alla tradizione e da sempre responsabile della sfilata, contesta l’affidamento dell’organizzazione al Comitato Benefico Festa della Renga di Parona, deciso con delibera di giunta il 23 dicembre 2025 dal Comune di Verona. Secondo il ricorso presentato al TAR, la scelta amministrativa sarebbe viziata da eccesso di potere e violazione dei principi di buona amministrazione, e per questo si chiede una sospensiva del provvedimento che autorizza la manifestazione.
Dal canto suo, il Comune di Verona ha espresso rammarico per l’azione giudiziaria, evidenziando che rinunciare alla sospensiva non pregiudicherebbe la possibilità di difendere le proprie ragioni nel merito, ma eviterebbe di mettere seriamente a rischio la sfilata del 13 febbraio. L’assessora alla Cultura, Marta Ugolini, ha sottolineato come l’amministrazione abbia cercato un dialogo con il comitato ma senza successo, ribadendo l’impegno a garantire la festa per la città.
Tradizione, risorse e polemiche
La disputa non è solo tecnica: mette al centro anni di storia carnevalesca, identità collettiva e gestione di risorse pubbliche. Il Venardi Gnocolar è infatti l’evento simbolico del carnevale veronese, seguito da migliaia di persone e con profonde radici culturali per la comunità. La decisione di affidare l’organizzazione ad un soggetto diverso dal comitato storico ha innescato una frattura significativa tra parte del mondo associativo e l’amministrazione cittadina, tra esigenze di trasparenza amministrativa e difesa di una tradizione secolare.
In attesa del verdetto del TAR, la città di Verona segue con attenzione e apprensione l’evolversi della vicenda, consapevole che una decisione favorevole al ricorso potrebbe avere effetti diretti sull’organizzazione del carnevale più atteso dell’anno.