Liguria

Andare alla scoperta della Liguria partendo dalle leggende dei suoi territori

Alessandra Chiappori ha scritto una guida immaginifica, studiando per due anni Da Ponente a Levante, i borghi raccontano storie di draghi, fantasmi e fantasticherie

Andare alla scoperta della Liguria partendo dalle leggende dei suoi territori

Scoprire la Liguria partendo dalle leggende che la caratterizzano.

Scoprire la Liguria partendo dalle sue leggende: il lavoro di Alessandra Chiappori

Visitare i borghi della Liguria facendosi guidare da storie e leggende è possibile. Le pagine di Alessandra Chiappori, giornalista e scrittrice, uniscono la geografia alla fantasia, al mistero alla curiosità. «Liguria immaginifica» è una guida turistica particolare, che contiene una mappa della regione, è ben ancorata alla realtà ma nello stesso tempo aperta alla scoperta. «Ho scelto sette storie per ogni provincia – spiega l’autrice – cercando di diversificare tra narrazioni di mare e di montagna, unendo epoche diverse e seguendo cinque itinerari tematici: i fantasmi, le diavolerie, gli uomini straordinari, le fantasticherie marine e le testimonianze di pietra. Sono stati due anni intensi di ricerche, ho letto tantissimo, frequentato molte biblioteche, approfondito la storia e l’archeologia dei luoghi. E poi ho cercato di collegare luoghi e fatti, anche del quotidiano».

Una biografia dell’autrice

Nata a Imperia, Chiappori si è laureata all’Università di Torino dove è rimasta per un dottorato e per lavoro per 13 anni, tanto da scrivere un’altra guida, «Torino di carta», un percorso letterario della sua città del cuore. Poi si è dedicata alla Liguria con «11 luoghi della Riviera dei fiori che devi proprio scoprire», una più tradizionale guida turistica.
Con quella immaginifica, partendo da Ponente, Chiappori porta i lettori a Bordighera, la città che ha ospitato e ispirato Monet, che ha accolto la regina Margherita e che ha vissuto anni di splendore con una serie di enormi e lussuosi alberghi al servizio di turisti facoltosi. Uno di questi, l’Angst, aperto nel 1887, ha avuto tra i suoi ospiti reali d’Europa, industriali americani, celebrità di fama internazionale e… un fantasma. «Il signor Angst per costruire l’hotel (che avrebbe dovuto ospitare anche la regina Vittoria, la quale all’ultimo annullò il soggiorno) pare abbia sottratto dei terreni a una donna, Ghella. Questa, per vendicarsi, pare essere riapparsa in veste di fantasma. Una storia partita da un chiacchiericcio e che consolidatasi nel periodo del declino della struttura, che abbandonata e fatiscente, incuteva timore. Ora con l’operazione di recupero e di riapertura, chissà che fine farà Ghella».
Risalendo la costa, tappa a Bergeggi, e più precisamente all’isola di Bergeggi o di Sant’Eugenio, che fa parte della Riserva naturale regionale di Bergeggi. «Si narra che sia un pezzo di roccia staccatosi dal Nord Africa per portare in salvo due vescovi e che si sia fermato lì dove è oggi». Eugenio e Vendemiale fuggivano infatti dalle persecuzioni dei Vandali. Il primo era vescovo di Cartagine e rimase sull’isola fino alla sua morte, mentre Vendemiale ripartì per la Corsica. Le spoglie di Eugenio vennero traslate a Noli, dove divenne il patrono della città ma la leggenda vuole che alcuni anni dopo le spoglie stesse sarebbero ritornate da sole sull’isola. A confermare la nascita di un culto attorno al sepolcro del santo, rimane la chiesa a navata unica del V-VI secolo fondata da monaci eremiti.
«Si tratta di un’area marina protetta e vi si può arrivare solo a nuoto o in kayak e lo consiglio perché ricca di biodiversità. Un’altra leggenda vuole che in una delle grotte viva un drago marino e che dalla terraferma, percorrendo l’Aurelia, si possa vedere lo sbuffo di vapore emesso dalla creatura».
Giunti al capoluogo di regione, Genova, si incontrano altri fantasmi: le maestranze che lavorarono alla costruzione del Duomo, tornano la notte del 24 giugno, San Giovanni, in processione, per controllare che la loro opera sia ancora perfetta mentre fuori si consumano i falò della festa tradizionale.
Riprendendo il tour, si approda a Tellaro, un borgo tipicamente ligure, sentinella al tempo dei pirati: «Al tempo delle invasioni, chi doveva essere di guardia si addormentò ma le campane della chiesa affacciata sul mare suonarono lo stesso per dare l’allarme – racconta l’autrice – e pare sia stato un grande polpo (come quello che si vede sulla copertina della guida) ad aggrapparsi alla corda. Sulla fiancata della chiesa vi è una targa, scritta in latino, a memoria di come il paese fu salvato da un polpo. Storia di fantasia, dunque, o elementi di realtà? Il polpo è comunque diventato simbolo di Tellaro che lo celebra con una sagra, dedicandogli due piatti tipici».
Rimanendo a Levante, a Portofino, una leggenda vuole che ci siano delle anime capaci di risalire una scogliera ma sempre lì vi è un collegamento con la storia di alcuni partigiani che combatterono durante la seconda guerra mondiale. «In quel punto ci sono correnti che riportano i corpi e anche recenti fatti di cronaca lo dimostrano».
Uno degli obiettivi della guida è quello di far vivere i luoghi, di far rivivere le leggende, magari trasformandole in un punto di forza per il luogo stesso, come è accaduto a Triora. «Siamo così sicuri che oggi le leggende non nascano più? Nelle pagine di cronaca dei giornali ci sono storie che potrebbero trasformarsi in leggende, una volta che la fonte va perduta e si viaggia con la fantasia».