A Balzi Rossi: sulle tracce dell’uomo di Cro-magnon

A poca distanza dal confine di Stato, il museo di Balzi Rossi espone graffiti, sepolture e reperti del Paleolitico Superiore

A Balzi Rossi: sulle tracce dell’uomo di Cro-magnon

C’è un luogo, al confine tra Italia e Francia, dove il tempo sembra essersi fermato e il visitatore si ritrova faccia a faccia con i primordi della vita: è Balzi Rossi, uno dei siti archeologici più importanti e completi attualmente esistenti sull’uomo primitivo, sorto a ridosso delle grotte in cui nel Paleolitico Superiore una comunità di uomini preistorici ha vissuto, amato, pianto e sepolto i suoi cari.

Nelle grotte di Balzi Rossi dove il tempo si è fermato

Situato in frazione Grimaldi e a poca distanza dal confine di Stato, il sito deve il nome al colore della sovrastante falesia dolomitica, risalente al Giurassico Superiore e alta 100 metri, alla base della quale sono presenti 15 diverse cavità, ora divise in due gruppi dalla linea ferroviaria. Al loro interno sono state rinvenute armi litiche, ossa di elefanti, sepolture, diverse statuine rappresentanti figure femminili e la bellissima incisione di un cavallo stilizzato. Individuata nel 1971 all’interno della grotta del Caviglione e divenuta il simbolo del luogo, questa immagine rappresenta uno dei pochi esempi di arte rupestre paleolitica in Italia.

Scoperte nel 1872 dallo studioso francese Emile Rivière, le grotte di Balzi Rossi attirarono l’attenzione di sir Thomas Hanbury (l’ideatore degli omonimi giardini sul promontorio della Mortola) che alla fine dell’800 finanziò la costruzione del Museo dove tra gli altri reperti si può ammirare la triplice sepoltura, che espone i resti di un adulto e due ragazzi tumulati nello stesso momento, insieme a un ricco corredo comprendente lame di selce francese, conchiglie marine forate, vertebre di pesce, canini di cervo, pendagli in osso lavorato.

Le grotte più importanti

Alla fine del secolo scorso, Alberto I di Monaco ha finanziato l’esplorazione delle sette grotte più importanti del complesso, dette di Grimaldi in onore della casata monegasca. Qui è stato rinvenuto il cosiddetto uomo di Grimaldi: un termine con il quale sono stati designati i resti di due scheletri umani, una donna di oltre cinquant’anni e un ragazzo di 16-17, appartenenti probabilmente al tipo Cro-Magnon, un’antica forma di Homo Sapiens caratterizzata da un’altezza elevata (dai 170 ai 190 centimetri). La donna di Caviglione è invece lo scheletro fossile di una donna di 37 anni. Ricoperto di ocra rossa e ornato con un copricapo di conchiglie e denti di cervo, è stato sepolto disteso sul fianco sinistro e rivolto a occidente.

All’interno delle grotte sono state rinvenute anche numerose statuine rappresentanti figure femminili, le cosiddette “veneri” molte delle quali sono esposte al Musée des Antiquités Nationales di Parigi.

Il museo

Allestito nel 1994, il museo è piccolo ma curato e molto interessante, attrezzato per i disabili e visitabile in un’ora, si può proseguire poi con l’esplorazione della grotta del Caviglione (tutte le altre sono in scavo) che è subordinata alle condizioni climatiche e di difficile accesso, o con un bagno sulla vicina spiaggia delle uova, così chiamata per la particolare conformazione dei sassi.

È possibile raggiungere il sito archeologico in treno, scendendo alla stazione di Menton Garavan e proseguendo a piedi per 20 minuti. In auto è sufficiente lasciare l’autostrada al casello di Ventimiglia e prendere la SS 20 e poi l’Aurelia in direzione della Francia. Il museo è ben indicato e a poca distanza c’è un parcheggio gratuito.

L’ingresso costa 4,00 euro, 2,00 il biglietto ridotto dai 18 ai 25 anni, i minori entrano gratis. L’ingresso è gratuito la prima domenica di ogni mese. È possibile anche acquistare un biglietto combinato, al prezzo di 8,00 euro, che comprende anche l’ingresso all’area archeologica di Nervia e al Forte di Santa Tecla. Il personale è appassionato, competente e parla anche inglese.

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i balzi rossi