Nazionale

Un altro caso arbitri è scoppiato nel calcio italiano. Indagato il designatore Rocchi che si è autosospeso

La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per concorso in frode sportiva: tre i capi di imputazione, di cui due per designazioni combinate. Giovedì 30 aprile 2026 l'interrogatorio di garanzia

Un altro caso arbitri è scoppiato nel calcio italiano. Indagato il designatore Rocchi che si è autosospeso

Vent’anni dopo lo scandalo Calciopoli, il mondo del pallone italiano è stato improvvisamente scosso da un altro caso che ha a che fare con gli arbitri. Nella giornata di sabato 25 aprile 2026, infatti, Gianluca Rocchi, designatore dell’AIA dei campionati di Serie A e di Serie B è stato indagato dalla Procura di Milano per concorso in frode sportiva. Una notizia che lo ha portato ad autosospendersi dalla sua carica.

Tre capi di imputazione

L’agenzia AGI ha riferito che sarebbero tre i capi di imputazione nell’avviso di garanzia, di cui due per presunte designazioni combinate di arbitri per la stagione calcistica 2024/2025, cioè quella precedente. Nel dettaglio:

  • Avrebbe combinato la designazione dell’arbitro Colombo per la partita Bologna-Inter dell’aprile 2025, perché secondo i pm era arbitro gradito all’Inter.
  • Avrebbe orientato la designazione dell’arbitro Doveri per la semifinale di Coppa Italia tra Milan e Inter, in modo da evitare per le partite successive e decisive, la designazione dello stesso arbitro ritenuto poco gradito all’Inter.
  • In occasione della partita Udinese-Parma del marzo 2025 avrebbe violato il protocollo Var, che prevede la totale autonomia delle sale Var, inducendo la chiamata all’On Field Review dell’arbitro Maresca ai fini dell’assegnazione del rigore a vantaggio dell’Udinese

Insieme a Rocchi, anche il supervisore Var Andrea Gervasoni è indagato in “concorso con altre persone” per frode sportiva nell’inchiesta della Procura di Milano.

Per quanto riguarda Udinese-Parma, l’episodio specifico era stato già denunciato dall’ex assistente Domenico Rocca, che circa un anno fa ha scritto una lettera all’AIA rivelando presunte pressioni del designatore Rocchi e della sua commissione sui Var impegnati nelle sale di Lissone. L’Aia segnalò subito alla Procura Figc che però archiviò il caso.

Rocchi si autosospende

Tramite una dichiarazione all’Ansa, il designatore Gianluca Rocchi ha fatto sapere di autosospendersi dal suo ruolo all’AIA, Associazione Italiana Arbitri.

“In merito alla vicenda odierna, in accordo con l’Aia e per il bene del gruppo CAN che deve poter operare nella massima serenità, ho deciso di autosospendermi, con decorrenza immediata, dal ruolo di responsabile Can. Questa scelta, sofferta, difficile ma condivisa con la mia  famiglia vuole permettere un corretto decorso della fase giudiziale, da cui sono certo uscirò indenne e più forte di prima”.

Anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi, ha commentato la vicenda:

“C’è solo un modo per tutelare il sistema sportivo in tutte le sue articolazioni e rispettare i tifosi, gli appassionati e gli innamorati dello sport, a partire dal calcio: trasparenza, tempestività e parità di trattamento quando si affrontano ipotesi di inosservanza delle norme sportive, tanto più quando hanno possibili risvolti penali. E farlo sempre e con chiunque! Leggo, come tutti voi, i risvolti che stanno emergendo sull’indagine della Procura di Milano, partita dalla denuncia di un ex tesserato dell’Associazione Italiana Arbitri. Lasciando all’autorità giudiziaria il compito di svolger il proprio lavoro e senza voler entrare nel merito dell’operato del designatore della Can Rocchi, l’aspetto più grave che emerge è il modo in cui la stessa denuncia sia stata gestita all’interno del sistema calcistico. Finora, nessun riscontro pubblico, così come non sappiamo chi abbia ricevuto la denuncia e quale organo sia stato investito della questione per verificarne la sussistenza. Mi aspetto, quindi, di ricevere formalmente dal CONI, prima possibile, informazioni in merito alla vicenda. Nel caso in cui fossero accertate responsabilità, non potranno non esserci conseguenze”.

L’Inter non commenta

In due dei tre capi di imputazione in cui sarebbe coinvolto il designatore Rocchi si parla dell’Inter, società che attualmente si trova in testa alla classifica di Serie A e che, a quattro giornate dalla fine del campionato è molto vicino a vincere lo Scudetto.

Nello specifico, la Procura contesterebbe la decisione di designare in due diverse partite (Bologna-Inter di campionato e Milan-Inter di Coppa Italia) un arbitro “gradito” o “poco gradito” alla società nerazzurra.

Dalle prime informazioni che trapelano dal club di viale della Liberazione, lo stupore sarebbe grande. Nessun tesserato dell’Inter, però, al momento risulta coinvolto e indagato. La società interista ha deciso di non commentare con un comunicato ufficiale la situazione.

Per l’ambiente nerazzurro ci sono falle

Tuttavia, tra i discorsi fatti nell’ambiente interista una volta che la notizia dell’indagine su Rocchi è divenuta pubblica, c’è anche quello relativo al risultato finale delle partite contestate dalla Procura di Milano: sia in Bologna-Inter, sia Milan-Inter, match in cui ci sarebbero state fatte designazioni favorevoli ai nerazzurri, il Club del Presidente Giuseppe Marotta è uscito dal campo con sconfitte, circostanza che sembra cozzare con i presunti aiuti arbitrali.

A ciò si aggiunge anche il fatto che l’arbitro Doveri, che ha diretto Milan-Inter per non essere designato poi nei match successivi dei nerazzurri, tre giorni dopo il derby di semifinale di Coppa Italia ha diretto Parma-Inter di campionato. Anche qui una situazione che apparentemente sembra contraddire quanto stia indagando la Procura.

Maggiori dettagli, tuttavia, emergeranno solo giovedì 30 aprile 2026, quando Rocchi sarà ascoltato dagli inquirenti.