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Un 2025 “poco azzurro”: da Spalletti a Gattuso, l’Italia ai playoff

Il riassunto del 2025 dell'Italia

Un 2025 “poco azzurro”: da Spalletti a Gattuso, l’Italia ai playoff

Il 2025 della Nazionale di calcio italiana è stato segnato dal cambio in panchina, con Luciano Spalletti che ha lasciato il posto a Rino Gattuso, 23° commissario tecnico nella storia azzurra. Il compito di Ringhio è chiaro: riportare l’Italia ai Mondiali dopo due edizioni viste solo dal divano. Fallire ancora significherebbe una vera e propria catastrofe per il movimento, ma la grinta e la determinazione di Gattuso lo rendono il candidato ideale per affrontare una pressione così intensa.

L’annata era iniziata male per Spalletti. Dopo la delusione agli Europei del 2024, la sua posizione sulla panchina azzurra era già traballante, nonostante un discreto percorso nelle qualificazioni della Nations League. A marzo, l’Italia affronta la Germania nei quarti di finale: all’andata, in casa, gli azzurri cedono 2-1 in rimonta; al ritorno, sotto 0-3 a fine primo tempo, riescono solo a pareggiare 3-3. Nonostante l’orgoglio mostrato, la qualificazione alle Final Four sfuma, preludio della crisi che culminerà a giugno contro la Norvegia nelle qualificazioni ai Mondiali 2026.

La partita contro i vichinghi arriva in condizioni critiche: assenze per infortuni e il blocco dei giocatori dell’Inter dopo un’annata difficile rendono il compito quasi impossibile. In difesa mancano Buongiorno, Calafiori e Gabbia, mentre Acerbi rifiuta la convocazione. In attacco, assente anche Kean. Il 3-0 subito contro Haaland e compagni segna la frattura definitiva tra Spalletti, squadra e Federazione. L’esonero del tecnico toscano viene annunciato dallo stesso Spalletti nella conferenza della vigilia della partita successiva contro la Moldavia, che comunque gli azzurri vincono 2-0.

Il 15 giugno, la FIGC nomina Gennaro Gattuso nuovo ct, scelta fortemente voluta da Gigi Buffon, con l’obiettivo di riportare a Coverciano lo spirito di appartenenza perduto. Gattuso ha la meglio su Cannavaro, De Rossi e Mancini, eredi possibili del ruolo. La sua missione non è semplice: la Norvegia domina il girone e riduce al minimo le speranze azzurre. Tuttavia, il neo ct ottiene cinque vittorie consecutive contro Israele, Moldavia ed Estonia, mostrando capacità di ricompattare il gruppo e introducendo soluzioni offensive come l’uso di due centravanti. Giovani come Pio Esposito e il ritorno di giocatori chiave come Mancini e Scamacca rappresentano segnali di fiducia e rinnovamento.

Nonostante la sconfitta 1-4 contro la Norvegia che condanna l’Italia ai playoff, il cammino verso i Mondiali resta aperto. A marzo 2026, gli azzurri affronteranno l’Irlanda del Nord in una partita secca a Bergamo, con la possibilità di disputare poi la finale in trasferta contro Galles o Bosnia Erzegovina. Il percorso è complicato, ma con il giusto spirito e una preparazione adeguata, l’Italia può ancora sperare di tornare a sventolare il tricolore sul palcoscenico mondiale.