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Sinner, l’Italia ai suoi piedi: dal trionfo a Montecarlo al sogno Roma

Il numero uno del mondo conquista il cuore del Paese: ora nel mirino c’è la gloria agli Internazionali

Sinner, l’Italia ai suoi piedi: dal trionfo a Montecarlo al sogno Roma

C’è qualcosa che va oltre il tennis quando gioca Jannik Sinner. Non è solo un campione: è un simbolo, un punto d’unione per un Paese intero. Dal Centrale di Montecarlo ai salotti di casa, l’Italia si ritrova davanti alle sue partite, unita da un sentimento raro, autentico. E lui, con la sua semplicità, lo sa bene: «Essere italiano è una fortuna», ha detto dopo aver battuto Carlos Alcaraz, parole che raccontano più di mille gesti.

Il legame tra Sinner e il pubblico è cresciuto nel tempo, diventando qualcosa di travolgente. Il momento chiave? La storica vittoria della Coppa Davis 2023, quando annullò tre match point a Novak Djokovic prima di trascinare l’Italia al trionfo contro Alex de Minaur. Da lì, non è stato più solo un fenomeno: è diventato il volto di una nazione.

Eppure, nel percorso del numero uno del mondo, mancava ancora qualcosa: vincere in casa. Dopo l’exploit alle ATP Finals di Torino, conquistate nel 2024 contro Taylor Fritz e replicate nel 2025 battendo ancora Alcaraz, il cerchio si è quasi chiuso. Ma non del tutto.

Perché il vero sogno resta uno: gli Internazionali d’Italia. Il Foro Italico lo ha già visto sfiorare l’impresa, fermato proprio da Alcaraz in una finale carica di emozioni. Una ferita ancora aperta, resa più intensa dal ritorno in campo dopo la squalifica legata al caso Clostebol.

Ora, però, tutto sembra pronto. Dopo il trionfo a Montecarlo, proprio contro quello che molti consideravano imbattibile sulla terra rossa, Sinner si prepara a puntare dritto su Roma. Salterà Madrid per arrivare al massimo della condizione, consapevole che questa può essere l’occasione giusta.

Il pubblico è già pronto. Il Foro ribolle, l’attesa cresce, l’amore non si discute. «È come se la gente mi prendesse in braccio», aveva detto un anno fa. E questa volta, quell’abbraccio potrebbe trasformarsi in qualcosa di ancora più grande.

Perché con Sinner non si parla solo di vittorie. Si parla di identità, appartenenza, orgoglio. E ora, più che mai, l’Italia sogna con lui.