INTER – 13 punti
Cosa va: nonostante il mancato arrivo di Palestra, individuato come sostituto ideale di Dumfries, l’ultimo mercato firmato Piero Ausilio ha sfiorato la perfezione. Una rosa già superiore alle altre sembra aver ulteriormente aumentato il divario con le rivali. Le alternative in ogni ruolo sono di grande livello e permettono a Chivu rotazioni difficilmente replicabili dalle avversarie. Lautaro è in eccellente stato di forma, mentre Thuram si sta ritrovando dopo una stagione al di sotto delle aspettative. Diouf è la sorpresa più positiva: deve migliorare nella fase difensiva, ma quando attacca è devastante. L’Inter resta la favorita d’obbligo e sembra pronta anche per un percorso importante in Champions.
Cosa non va: gli otto gol subiti in cinque partite sono troppi per una squadra tradizionalmente solida. Martinez alterna grandi interventi a errori preoccupanti e l’atteggiamento offensivo, con tanti uomini in avanti e la difesa molto alta, concede spazi. L’Inter ha già dovuto rimontare più volte da situazioni di doppio svantaggio, segnale di un approccio talvolta troppo sicuro di sé. In campionato finora è andata bene, ma in Europa certi errori possono costare caro, come ha dimostrato il Real.
ROMA – 13 punti
Cosa va: Malen continua a segnare con grande continuità e rappresenta una minaccia costante. La notizia migliore, però, è la tenuta fisica di Dybala, utilizzato moltissimo da Gasperini e mai così decisivo. La difesa resta solida e Balerdi, come alternativa a Mancini, Ndicka e Hermoso, offre ulteriori possibilità di rotazione. Il secondo anno di Gasperini sta producendo effetti evidenti: la squadra ha assimilato i suoi principi, è più consapevole e in alcuni momenti diventa quasi ingiocabile. Il primo tempo contro l’Inter è stato emblematico.
Cosa non va: il sistema di Gasperini richiede un enorme dispendio energetico. Quando le gambe calano, la squadra si abbassa, difende con meno sicurezza e fatica a ripartire. Il mancato arrivo dell’esterno offensivo richiesto dal tecnico limita le alternative alle spalle di Malen. Mora deve ancora inserirsi, Soulé è discontinuo e manca un vero ricambio per Koné.
LAZIO – 13 punti
Cosa va: è la sorpresa più interessante di questo avvio. Nonostante un mercato complicato, Gattuso dispone di una rosa abbastanza completa. La squadra funziona, Mandas dà sicurezza a una difesa solida e davanti si trovano diverse soluzioni. Noslin sta andando oltre le aspettative, Gudmundsson potrà essere importante quando raggiungerà la piena condizione e Frattesi sembra aver trovato la sua dimensione ideale.
Cosa non va: le assenze in mezzo hanno costretto Gattuso a puntare su Belahyane, positivo ma diverso da Rovella. Floriani Mussolini ha iniziato bene, ma garantisce meno spinta di Nuno Tavares. Il problema principale resta il centravanti: Pinamonti è ancora in ritardo di condizione e i suoi gol servirebbero. Il calendario ha aiutato, anche se la vittoria di Udine è stata significativa. Ora serviranno conferme contro avversari di maggiore spessore.
MILAN – 11 punti
Cosa va: nonostante le critiche, il percorso di Ruben Amorim è in linea con le aspettative. Tre trasferte in cinque gare, comprese quelle contro Juventus e Lazio, rendono gli undici punti un bottino importante. Dopo diversi esperimenti, il tecnico sembra aver trovato la soluzione: la difesa a quattro ibrida libera Chukwueze e garantisce equilibrio, mentre Pulisic alle spalle di Gonçalo Ramos aggiunge qualità e imprevedibilità. Il Milan ha il terzo miglior attacco e la quarta miglior difesa, con margini di crescita importanti.
Cosa non va: il mercato ha lasciato alcune lacune. Mancano terzini di ruolo e non esiste una vera alternativa tecnica a Modric. Anche Gonçalo Ramos non ha un sostituto naturale e, con pochi elementi difensivi, la squadra a volte appare spezzata in due. La prova contro il Lecce è stata positiva, ma serve continuità. L’obiettivo realistico resta un posto tra le prime quattro.
JUVENTUS – 10 punti
Cosa va: la sconfitta contro il Sassuolo ha lasciato scorie, ma le ultime due partite hanno restituito fiducia. I successi contro Nec e Atalanta hanno mostrato una squadra dalle buone qualità. McKennie resta fondamentale, mentre Kolo Muani è apparso in crescita dopo le recenti critiche. Le numerose assenze lasciano pensare che Spalletti abbia ancora ampi margini di miglioramento.
Cosa non va: gli infortuni continuano a condizionare il lavoro del tecnico. L’assenza di un vero centravanti pesa soprattutto nelle gare in cui la Juve costruisce molto ma concretizza poco. Dopo le difficoltà con il Sassuolo, però, sono arrivati due clean sheet consecutivi. Alajbegovic deve ancora crescere e non c’è un vero sostituto di Locatelli. Resta inoltre una squadra troppo condizionata dall’andamento delle partite e dalle difficoltà.
COMO – 10 punti
Cosa va: il mercato ha portato alternative in quasi ogni ruolo, con giocatori che sembrano adatti al calcio di Fabregas. Quando è in giornata, il Como è difficile da affrontare. Baturina e Diao continuano a crescere, mentre Milla garantisce esperienza in mezzo al campo. Kean e Douvikas formano una coppia offensiva interessante. In Europa la squadra ha impressionato, mentre in campionato ha avuto qualche difficoltà in più.
Cosa non va: il triplo impegno si fa sentire, come dimostra la sconfitta di Frosinone. La difesa talvolta resta troppo esposta e, quando cala il pressing, emergono le difficoltà. Nico Paz sta rendendo al di sotto delle sue potenzialità, pur mantenendo un rendimento positivo. Manca inevitabilmente esperienza e Fabregas dovrà lavorare per ridurre i passaggi a vuoto.
NAPOLI – 7 punti
Cosa va: nonostante gli infortuni, soprattutto quello di McTominay, il Napoli conserva una delle rose più attrezzate del campionato. Le alternative non mancano, anche se la distanza tra Hojlund e Lucca è significativa. Sugli esterni Allegri dispone invece di numerose soluzioni capaci di cambiare le partite. A Milano contro l’Inter sono emersi pregi e difetti: grande pericolosità, ma anche fragilità.
Cosa non va: due anni di Conte sembrano aver lasciato qualche scoria. In certi momenti la squadra appare scarica, alcuni senatori poco convinti e il feeling con Allegri non è ancora evidente. Senza McTominay manca un elemento capace di legare i reparti e sostenere le ripartenze. Hojlund è spesso troppo solo e la manovra procede lentamente. Tra le grandi è quella con maggiori difficoltà, ma anche con un potenziale enorme: Allegri deve riuscire a dare una scossa al gruppo.