di Xavier Jacobelli
Mai sottovalutare una squadra che si batte per la salvezza, anche se in classifica conta 18 punti in meno. Il Pisa l’ha spiegato forte e chiaro all’Atalanta, pareggiando una partita che avrebbe anche meritato di vincere se non avesse rischiato di perderla nel finale.
Il quinto centro in campionato di Krstovic avrebbe avuto il sapore della beffa se Rafiu Durosinmi, 23 anni compiuti il 1° gennaio, nigeriano, appena arrivato dal Viktoria Plzen, non avesse celebrato l’esordio in A con un colpo di testa da centravanti vero, bruciando sul tempo Ahanor.
È stata, questa, l’unica circostanza in cui Marco Carnesecchi si è arreso, dopo avere letteralmente salvato l’Atalanta con quattro interventi degni del rango di portiere della Nazionale. Il cui unico ostacolo per diventarne titolare è il capitano Gianluigi Donnarumma, che ha soltanto un anno in più del venticinquenne romagnolo, ma conta 79 presenze azzurre. L’importante, per l’Atalanta, è schierare fra i pali uno dei migliori interpreti del ruolo in campo nazionale e internazionale, anche a Pisa determinante per la Dea.
Pensando all’Athletic Bilbao, il 21 gennaio di scena a Bergamo nel penultimo turno della prima fase Champions, Palladino ha cambiato quattro undicesimi della squadra che aveva battuto il Toro. Epperò, Musah al posto di Zappacosta non è stata la stessa cosa; Scamacca ha girato a vuoto; il ritmo lento e compassato della manovra è stato soverchiato dalla furia pisana.
Incurante dell’emergenza infortuni, Gilardino ha impostato la gara a un ritmo altissimo. Alla mezz’ora, aveva perfettamente ragione quando si è chiesto come mai dopo 30′ così il Pisa fosse ancora sullo 0-0. Capita l’antifona, all’inizio della ripresa Palladino ha aspettato appena dieci minuti prima di richiamare Pasalic, Scamacca e Musah inserendo Ederson, Raspadori e Zappacosta. Non pago, ha pigiato sull’acceleratore con Krstovic e Sulemana, decentrando l’ex Atletico Madrid a supporto del montenegrino.
Mossa azzeccata: Krstovic ha colpito. Quando il Pisa sembrava arrendersi, la fiammata di Durosinmi l’ha riacceso. Giusto così. La Dea si consola con i 10 punti su 12 conquistati nelle ultime quattro partite, ma per continuare a risalire la prossima volta dovrà essere più umile e meno superficiale.